Il calendario segna aprile 2026, ma sulla spiaggia libera di Eboli il tempo sembra essersi fermato a quel novembre 2021. La Mensh II, l'imbarcazione polacca di 24 metri naufragata quasi cinque anni fa, è ancora lì: un ammasso di lamiere, resine e materiali in decomposizione che rappresenta ormai il simbolo dell'impotenza burocratica del litorale salernitano.
Il deputato chiede che il Ministero dell'Ambiente e la Guardia Costiera non attendano oltre le mosse della società armatrice straniera — che finora ha ignorato ogni sollecito — ma procedano con la rimozione coattiva, addebitando successivamente ogni centesimo delle spese ai proprietari.
La comunità di Eboli è stanca. Dopo anni di interrogazioni parlamentari e promesse cadute nel vuoto, la richiesta è univoca: la spiaggia deve essere liberata prima dell'estate. La Mensh II non è più solo un relitto, ma una "ferita aperta" che documenta il fallimento del coordinamento tra istituzioni e privati. Il tempo delle attese, come sottolineano i cittadini, è scaduto da oltre mille giorni.
Eboli, il relitto della Mensh II resta un fantasma sulla sabbia
Nonostante le ordinanze del sindaco Mario Conte e l'attenzione mediatica, il relitto si sta letteralmente sbriciolando. Le associazioni ambientaliste e i cittadini denunciano un quadro allarmante:- Microplastiche e tossine: Il continuo sfaldamento dello scafo rilascia materiali nocivi direttamente nell'ecosistema marino.
- Pericolo per i bagnanti: La carcassa è instabile e tagliente, ma continua ad attirare curiosi e giovanissimi, trasformandosi in una trappola potenzialmente mortale.
- Degrado del litorale: Un tratto di spiaggia pubblica sottratto alla collettività proprio mentre ci si avvicina alla stagione balneare 2026.
Il deputato chiede che il Ministero dell'Ambiente e la Guardia Costiera non attendano oltre le mosse della società armatrice straniera — che finora ha ignorato ogni sollecito — ma procedano con la rimozione coattiva, addebitando successivamente ogni centesimo delle spese ai proprietari.
La comunità di Eboli è stanca. Dopo anni di interrogazioni parlamentari e promesse cadute nel vuoto, la richiesta è univoca: la spiaggia deve essere liberata prima dell'estate. La Mensh II non è più solo un relitto, ma una "ferita aperta" che documenta il fallimento del coordinamento tra istituzioni e privati. Il tempo delle attese, come sottolineano i cittadini, è scaduto da oltre mille giorni.

