Cronaca

Droga e microcellulari per i detenuti di Salerno: chiesto il pugno duro per la guardia penitenziaria e il clan

Occhio di Salerno
Droga e microcellulari per i detenuti di Salerno: chiesto il pugno duro per la guardia penitenziaria e il clan
A Salerno si è aperto il processo d'appello inerente alla complessa rete di spaccio e contrabbando operante dentro la struttura carceraria di Fuorni come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino. 

Il procuratore generale Russo ha formalizzato la richiesta di confermare integralmente i verdetto di primo grado, sollecitando la riaffermazione dei 14 anni di reclusione a carico della guardia penitenziaria coinvolta. L'unica posizione rideterminata riguarda la compagna dell'agente a seguito del concordato di pena dopo gli 11 anni incassati nel precedente grado di giudizio.

Droga e microcellulari per i detenuti di Salerno: chiesto il pugno duro

La vicenda, dibattuta dinanzi alla Corte d'Appello di Salerno con i legali Raffaele Francese, Agostino Allegro, Rosario Fiore, Luigi Capaldo, Nicola Naponiello e Pierluigi Spadafora, ricostruisce il perimetro di una vera e propria piazza di spaccio ramificata tra le piazze di Bellizzi, Montecorvino Pugliano e Battipaglia, capace di infiltrarsi nell'istituto penitenziario tra l'estate del 2022 e l'inizio del 2023. A tirare le fila delle operazioni dall'interno della prigione sarebbe stato un carcerato legato alla cosca De Feo, in grado di far circolare sostanze stupefacenti per oltre 50mila euro unitamente a dispositivi di telefonia mobile.

L'attività poggiava sui flussi finanziari ricaricati su carte ricaricabili e ritirati da intermediari esterni per rialimentare il mercato. Nei bracci del penitenziario la distribuzione era agevolata da reclusi addetti alle mansioni interne che, sfruttando la libertà di spostamento, consegnavano il materiale in cambio di dosi per uso personale.

L'indagine conobbe una svolta drammatica nel dicembre 2023 quando l'agente, intercettato con un etto e mezzo di hashish, tentò l'evasione armata puntando la pistola contro colleghi e uomini della Guardia di Finanza fino all'ammanettamento finale nel territorio battipagliese, preludio alla successiva ordinanza di custodia cautelare eseguita nei confronti di 16 soggetti.
Condividi

Leggi anche