Approvato in prima lettura il decreto elezioni e referendum 2026: novità su durata del voto, compensi scrutatori, scrutinio e sperimentazione voto elettronico.
Decreto elezioni e referendum 2026: novità su durata del voto, compensi e scrutinio
Il 4 febbraio la Camera ha approvato in prima lettura il decreto sulle elezioni e sul referendum 2026, con 151 voti favorevoli e 106 contrari. Il provvedimento passerà ora all’esame del Senato. Per il referendum sulla Giustizia è confermato il voto in due giorni: domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, come stabilito dal Consiglio dei Ministri del 7 febbraio, in seguito all’ordinanza della Corte di Cassazione che ha approvato il nuovo quesito referendario.
Tra le principali novità c’è un aumento del 15% degli onorari fissi per i membri dei seggi elettorali, a fronte del prolungamento delle operazioni di voto, senza modificare le maggiorazioni previste in caso di consultazioni multiple contemporanee.
Il decreto disciplina anche le eventuali elezioni suppletive che si terranno in concomitanza con il referendum o con altre consultazioni amministrative, prevedendo una sequenza precisa per lo scrutinio: il referendum viene conteggiato per primo, seguito senza interruzioni dalle suppletive, mentre per le elezioni circoscrizionali lo spoglio sarà posticipato alle 9 del martedì successivo.
Sulla copertura finanziaria, i maggiori oneri per il 2026 sono stimati in 6,1 milioni di euro, principalmente destinati agli onorari dei componenti dei seggi, finanziati mediante riduzione del fondo speciale di parte corrente del bilancio triennale 2025-2027 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le spese di vigilanza delle Forze di polizia restano escluse.
Durante il dibattito parlamentare, le opposizioni hanno sollevato critiche sul voto dei cittadini fuori sede, che per il referendum dovranno recarsi nel Comune di residenza. La maggioranza ha precisato che la sperimentazione del voto fuorisede, già introdotta dal governo attuale, non è applicabile al referendum per motivi tecnici, ma non viene abbandonata. La sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha sottolineato che la sperimentazione continuerà e costituirà un utile riferimento per futuri interventi legislativi.
Infine, è stato approvato un ordine del giorno per il proseguimento della sperimentazione del voto elettronico, firmato da Paolo Emilio Russo (FI) e Alessandro Urzì (FdI), con l’obiettivo di garantire la sicurezza necessaria per il voto da remoto nelle prossime consultazioni.

