Davide Marotta, nelle ultime ore, sta facendo molto parlare di sé e
della sua disperata situazione: chiede che
casa sua venga
salvata dalle ruspe, perché sta
per essere abbattuta. conosciamo per la pubblicità di
Ciribiribì Kodak, ma anche diversi ruoli in tanti film con
Pinocchio e
La Passione di Cristo.
Davide Marotta disperato per casa sua: chiede di salvarla
Come dicevamo, è un attore molto noto al pubblico della televisione italiana. In questi giorni è in scena a teatro con
Sal Da Vinci ma in queste ore a fare rumore è
il suo disperato appello, lanciato attraverso le telecamere di
Pomeriggio 5, da Barbara D'Urso, per salvare casa sua.
L’attore si è rivolto alla conduttrice Barbara D'Urso per chiedere di non abbattere l’abitazione, risalente all’Ottocento. La casa si trova in via
Cupa dei Principi a
Poggioreale, un famoso quartiere di Napoli. Davide Marotta si è schierato letteralmente contro
il Comune di Napoli affinché le ruspe non abbattessero l’abitazione in cui l’attore abita con il fratello e la sua anziana madre.
Perché vogliono abbattere casa sua?
La storia nasce diversi anni fa, quando sono stati
evidenziati presunti abusi edilizi. Nel 2017 il Tar ha sospeso l’ordinanza di diniego del condono del
Comune di Napoli e
Marotta pensava di poter avere ancora qualche speranza di trattativa. La procura, però, ha disposto che la casa debba essere abbattuta. Il tutto dovrà avvenire oggi, 15 novembre 2022. Moltissimi hanno espresso la loro vicinanza all’attore per la decisione dei giudici ma non sembra esserci possibilità per un passo indietro. L'attore ha voluto organizzare una manifestazione pacifica per impedire alle ruspe di abbattere casa sua.
L'appello di Davide Marotte: le sue parole
L'attore ha dichiarato:
“È una cosa che non si spiega. Martedì mi hanno comunicato l’abbattimento. Ma abbiamo vinto il ricorso al Tar sul condono. In quella casa, con me, vivono anche mio fratello e mia mamma di 88 anni”, l'edificio storico, in passato è stato una masseria.
"Mio nonno ci andò a vivere da sposo negli anni Venti del 1900. Lì sono nati mia mamma nel 1934 e tutti i suoi fratelli: 8 figli. Io la comprai nel 1993 per affetto. L'abbiamo ristrutturata, ma esternamente è rimasta com'era". La sua spiegazione non ha convinto i giudici, che vogliono comunque procedere con la demolizione dell’immobile.