La pandemia di
Coronavirus sembrerebbe aver creato un
picco nella ricerca di informazioni sui problemi di
insonnia nella popolazione mondiale. A dimostrarlo è uno studio, basato sulle
ricerche Google sul tema, pubblicato sul
Journal of Clinical Sleep Medicine.
L'analisi ha individuato
2,77 milioni di
ricerche sui
disturbi del
sonno condotte sul motore di ricerca nei
primi 5 mesi del
2020, per un
aumento complessivo del
58% rispetto agli stessi mesi dell'
anno precedente.
Covid ed insonnia: lo studio
Lo
studio, pubblicato a fine settembre, prende in considerazione i
dati anonimi delle ricerche web effettuate sul motore di ricerca
Google tra
gennaio del 2004 e
maggio del
2020. I
ricercatori hanno osservato, proprio negli ultimi mesi in esame, un
picco anomalo nella ricerca del termine
Insonnia. L'aumento riguarda sia le
tendenze mondiali che quelle relative agli
Stati Uniti, dove lo studio si è originato.
Negli
Usa, nei
primi 5 mesi dell'anno le
ricerche relative all'
insonnia sono aumentate del
58% rispetto allo stesso periodo dei
precedenti 3 anni. All'interno delle
singole giornate, le richieste al motore di ricerca si sono
concentrate in particolar modo proprio nelle
ore notturne, tra
mezzanotte e le
5 del
mattino, presumibilmente effettuate da persone affette dal disturbo proprio nel momento in cui ne cercavano
descrizione e
rimedi online.
La parola insonnia più ricercata durante il Lockdown
E se è vero che il
periodo di
5 mesi ha fatto registrare nel suo complesso un
aumento nelle
ricerche del termine
Insonnia rispetto agli
anni scorsi, lo
studio effettua comunque una
distinzione ulteriore: da
gennaio a
marzo questa chiave è stata in realtà
meno ricercata, mentre la sua popolarità è
aumentata improvvisamente tra
aprile e
maggio.
Si tratta dei mesi in cui il
coronavirus era già diffuso in parecchi
Paesi e i
governi hanno iniziato ad attuare
politiche di
contenimento del
contagio che prevedevano restrizioni nelle
libertà di
movimento — i cosiddetti
lockdown.
Uno studio specifico sui disturbi del sonno
Lo
studio in sé va trattato con
cautela: finanziato in parte dall'associazione dei professionisti che negli
Stati Uniti si occupa di
medicina del sonno, evidenzia semplici
correlazioni tra l'impatto di
Covid-19 sul
pianeta e le
ricerche Google relative a un
disturbo il cui trattamento pertinenza ai membri dell'associazione stessa.
Le
conclusioni raggiunte
confermano però quanto emerso da altre rilevazioni effettuate nei mesi scorsi con
strumenti differenti, anche sul
territorio italiano.
Il sito del Ministero della Salute