Il 2026 segna un punto di svolta nella gestione delle colonie feline in Italia. Quella che per anni è stata un’attività basata quasi esclusivamente sul volontariato spontaneo entra oggi in una fase più strutturata, regolata da norme precise e obblighi chiari. Le nuove linee guida nazionali sulla sanità animale introducono infatti il principio della tracciabilità, trasformando la cura dei gatti liberi in una responsabilità riconosciuta e tutelata dalla legge.
Microchip e tracciabilità: cosa cambia
Al centro della riforma c’è l’estensione dell’obbligo del microchip anche ai gatti, già recepita in Campania negli ultimi anni. L’identificazione elettronica consente di distinguere in modo inequivocabile i gatti domestici da quelli appartenenti a colonie riconosciute, attribuendo a questi ultimi lo status di animali protetti. Un gatto censito non può essere spostato dal proprio habitat: qualsiasi rimozione forzata diventa perseguibile per legge.
Costiera Amalfitana e aree turistiche: un equilibrio delicato
In territori ad alta densità turistica come la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina, l’applicazione delle norme assume un significato ancora più delicato. Qui la tutela degli animali deve convivere con le esigenze di decoro urbano, igiene e salute pubblica. La normativa regionale, in particolare la Legge Campania 3/2019, stabilisce con chiarezza che il diritto dei gatti a vivere sul territorio è inscindibile dal dovere dei referenti di colonia di garantire pulizia e corretta gestione degli spazi comuni.
Dal volontariato all’organizzazione
I recenti casi di cronaca e le tensioni legate alle ordinanze comunali sul foraggiamento hanno evidenziato la necessità di superare l’informalità. Oggi, per chi si occupa di gatti liberi tra Vico Equense e Massa Lubrense, così come tra Positano, Amalfi e Vietri sul Mare, il censimento ufficiale delle colonie è il passaggio chiave per operare legalmente.
Il riconoscimento formale delle colonie consente l’accesso ai servizi veterinari pubblici, inclusi programmi gratuiti di sterilizzazione e profilassi. Si tratta di strumenti fondamentali per stabilizzare la popolazione felina, prevenire il randagismo e ridurre i conflitti con i residenti, migliorando al tempo stesso il benessere animale.
A chi rivolgersi
Le competenze variano in base al territorio:
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Penisola Sorrentina: Servizio Veterinario dell’ASL Napoli 3 Sud, sede di Piano di Sorrento.
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Costiera Amalfitana: Servizio Veterinario dell’ASL Salerno – Dipartimento di Prevenzione, attraverso i presidi distrettuali costieri.
Informarsi, registrare le colonie e rispettare le regole non è solo un adempimento burocratico, ma un atto concreto di civiltà. In contesti unici come la Costiera Amalfitana, la corretta gestione delle colonie feline rappresenta un punto di incontro tra tutela degli animali, rispetto del territorio e qualità della vita nei centri storici.

