Turismo nel Cilento, una nuova strategia per valorizzare il territorio durante tutto l’anno promossa dall'Ente Parco

Costruire un modello turistico integrato, capace di valorizzare le peculiarità del Cilento e di attrarre visitatori in ogni stagione: è questo l’obiettivo del percorso promosso dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
L’iniziativa punta a sviluppare un sistema turistico territoriale coordinato, nel quale le risorse locali diventino elementi di un’offerta attiva dodici mesi all’anno. Il riferimento normativo è rappresentato dall’articolo 31 della legge n. 206/2023, dedicata alla tutela del Made in Italy, che pone l’attenzione sulla qualificazione delle competenze necessarie alla gestione delle destinazioni turistiche.
Tra gli ambiti prioritari figura il cicloturismo, individuato come uno strumento per intercettare nuovi pubblici, soprattutto provenienti dall’estero. Gli itinerari percorribili in bicicletta consentono infatti di entrare in contatto diretto con i paesaggi e gli ambienti naturali del Cilento.
Un altro principio centrale riguarda la dimensione umana dell’accoglienza. Il territorio viene inteso come uno spazio di incontro e scambio, nel quale il visitatore assume il ruolo di ospite consapevole e partecipa alla vita delle comunità che lo accolgono.
La programmazione mira inoltre a superare la concentrazione delle presenze nei soli periodi di maggiore affluenza, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi e delle ricadute economiche nell’arco dell’intero anno. Questa prospettiva si accompagna alla tutela delle caratteristiche locali, evitando che l’offerta perda autenticità per adeguarsi a formule turistiche uniformi.
La proposta sarà articolata anche attraverso una segmentazione dei diversi pubblici, individuando percorsi e opportunità legati all’archeologia, all’enogastronomia, alla natura, alla cultura, alle vacanze in famiglia e alle esperienze educative.
In questo contesto, il Parco Nazionale, il patrimonio storico e culturale e i borghi cilentani costituiscono un esempio concreto di questa impostazione. Un modello nel quale prendersi il tempo per esplorare permette di conoscere più a fondo i luoghi, le peculiarità locali diventano una risorsa e le comunità partecipano direttamente alla costruzione dell’esperienza turistica.
Turismo nel Cilento, una nuova strategia per valorizzare il territorio durante tutto l’anno promossa dall'Ente Parco
Costruire un modello turistico integrato, capace di valorizzare le peculiarità del Cilento e di attrarre visitatori in ogni stagione. È questo l’obiettivo del percorso promosso dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, presieduto da Giuseppe Coccorullo, insieme a CulturIItalia – CooltourItaly, diretta da Claudio Pisapia.L’iniziativa punta a sviluppare un sistema turistico territoriale coordinato, nel quale le risorse locali diventino elementi di un’offerta attiva dodici mesi all’anno. Il riferimento normativo è rappresentato dall’articolo 31 della legge n. 206/2023, dedicata alla tutela del Made in Italy, che pone l’attenzione sulla qualificazione delle competenze necessarie alla gestione delle destinazioni turistiche.
Identità locale e nuove opportunità di sviluppo
La strategia individuata parte dal riconoscimento dell’identità cilentana come elemento distintivo e leva di competitività. Il territorio non viene considerato soltanto una meta balneare o un insieme di attrazioni, ma un patrimonio articolato di conoscenze, legami e tradizioni, nel quale coste, centri storici, montagne, campagne, itinerari e cultura locale concorrono a definire un’unica esperienza.Tra gli ambiti prioritari figura il cicloturismo, individuato come uno strumento per intercettare nuovi pubblici, soprattutto provenienti dall’estero. Gli itinerari percorribili in bicicletta consentono infatti di entrare in contatto diretto con i paesaggi e gli ambienti naturali del Cilento.
Un altro principio centrale riguarda la dimensione umana dell’accoglienza. Il territorio viene inteso come uno spazio di incontro e scambio, nel quale il visitatore assume il ruolo di ospite consapevole e partecipa alla vita delle comunità che lo accolgono.
La programmazione mira inoltre a superare la concentrazione delle presenze nei soli periodi di maggiore affluenza, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi e delle ricadute economiche nell’arco dell’intero anno. Questa prospettiva si accompagna alla tutela delle caratteristiche locali, evitando che l’offerta perda autenticità per adeguarsi a formule turistiche uniformi.
La proposta sarà articolata anche attraverso una segmentazione dei diversi pubblici, individuando percorsi e opportunità legati all’archeologia, all’enogastronomia, alla natura, alla cultura, alle vacanze in famiglia e alle esperienze educative.
«Cooltour Cilento», il progetto per un turismo identitario
La strategia troverà una prima applicazione nel progetto pilota “Cooltour Cilento – Sistema Turistico Identitario del Parco”, sviluppato attorno al concept “Slowely Cilento – Rallentare per esplorare”. L’iniziativa intende mettere in relazione in maniera stabile il patrimonio identitario, le comunità locali, la gestione turistica e l’innovazione, proponendo il Cilento come un’esperienza di riferimento a livello nazionale per un modello di sviluppo sostenibile e competitivo.Le comunità al centro della destinazione turistica
La prospettiva delineata supera l’idea di misurare il successo turistico esclusivamente attraverso l’aumento dei visitatori nei luoghi già conosciuti. La sfida consiste piuttosto nel rendere le caratteristiche dei territori riconoscibili, fruibili e capaci di competere sul mercato.In questo contesto, il Parco Nazionale, il patrimonio storico e culturale e i borghi cilentani costituiscono un esempio concreto di questa impostazione. Un modello nel quale prendersi il tempo per esplorare permette di conoscere più a fondo i luoghi, le peculiarità locali diventano una risorsa e le comunità partecipano direttamente alla costruzione dell’esperienza turistica.




