A Cetara la pesca non è solo un mestiere, ma è una lingua antica. È un’eredità che scorre come una corrente sommersa tra le generazioni, trasformando un piccolo borgo della Costiera Amalfitana in un luogo simbolo di cultura marinara, identità e resistenza.
Cetara, varato il “Salvatore P” della flotta Pappalardo: innovazione per il futuro pesca sostenibile nel Mediterraneo
Celebre per le alici e per la colatura,
Cetara custodisce però un’altra storia, più profonda: quella della
pesca del tonno rosso, il pesce più nobile del
Mediterraneo, che da oltre mezzo secolo sostiene
l’economia e la
dignità di
intere famiglie.
Su questa radice poggia la storia dei
Pappalardo, una famiglia che ha saputo tenere insieme memoria e innovazione. Da oggi, quella storia apre un nuovo capitolo: nasce il
Salvatore P, una
rivoluzione per la
flotta cetarese e per tutto il
Mediterraneo.
Le caratteristiche
Ieri, nella struttura
ARPECA in Darsena a Viareggio, è stata varata l’ultima
imbarcazione della
famiglia, costruita dal
Mediterranea Ship Yard e progettata dallo studio francese
Mauric.
Un
gigante del mare lungo 48 metri, risultato di un
anno e mezzo di lavoro e di un dialogo costante tra
tecnologia, esperienza marinaresca e
visione. Una
tonnara moderna che segna un
vero spartiacque: scafo semi-swath, prua innovativa, poppa completamente ridisegnata, alettoni laterali per migliorare il rollio, tre scafi in uno.
Un modello unico nel Mediterraneo. A bordo,
sistemi di propulsione più ecologici,
consumi ottimizzati, strumenti di ultima generazione per una pesca selettiva e responsabile.
Comfort e sicurezza pensati per un
equipaggio che vive il mare come un
destino.
Il comandante è
Gilles Pappalardo, alla guida della prima
“Genevieve P” sin dai suoi
22 anni. Oggi, a 47, porta su questa nave un
bagaglio di esperienza che affonda le
radici in oltre
cinque generazioni di pescatori.
La storia
Guardare al Salvatore P significa guardare indietro: alla cianciola del patriarca
Domenico, sopravvissuta all’alluvione del ’54, al legno
dell’Astore nel 1961, alla nascita della prima
cooperativa, alle
grandi imbarcazioni varate a
Viareggio dagli anni ’70, alle due
Genevieve e al
Domenico P; alle sfide imposte dalle
normative del
2010, al catamarano
Giovanna P, simbolo del
nuovo corso tecnologico.
Ogni barca è stata un atto di fede. Ogni
sconfitta, un
rilancio. Ogni
innovazione, un pezzo di futuro costruito nel nome di
Cetara. Oggi la famiglia
Pappalardo dialoga con le istituzioni per una
pesca più tutelata e sostenibile, mentre la flotta diventa anche una scuola di
formazione continua, nuove
competenze, giovani che si affacciano al mare con senso di
appartenenza.
Perché a Cetara la pesca non è solo lavoro, è un modo di stare al mondo. Il Mediterraneo cambia, i mercati sono competitivi, ma una cosa resta certa: la
pesca non ha
futuro senza
tutela della risorsa.
Per questo la famiglia sostiene che ogni
specie debba essere
protetta e
regolamentata. Il
Salvatore P incarna questo principio di
tradizione, innovazione e responsabilità. Con questa nuova nave, Salvatore e i figli Gilles, David e Alfonso affidano al mare un impegno, che
Cetara continui ad essere un
luogo in cui il
mare non si
sfrutta, ma si rispetta, dove la tradizione non solo si conserva, ma si rinnova, dove il futuro non si attende, ma si
costruisce.