La Curva Sud Catello Mari in protesta e lanciano un appello al Prefetto e al Questore: "Togliete le reti della vergogna".
I principali obiettivi della protesta sono le reti di recinzione, considerate una barriera che trasforma la curva in una gabbia, insieme alla riduzione della capienza, problemi strutturali, servizi igienici carenti, infiltrazioni e una situazione di degrado che, secondo gli ultras, toglie dignità a chi sostiene la squadra ogni domenica.
"La pazienza è finita", dichiara la Curva Sud, sottolineando che la loro battaglia mira al rispetto di un settore che rappresenta il cuore del tifo metelliano. Questa posizione ricorda anche anni difficili per i tifosi, segnati da trasferte vietate e numerosi provvedimenti restrittivi a causa delle azioni di pochi violenti.
Il giornalista di LIRATV, Antonio Esposito, pur essendo un cronista della Salernitana, decide di esprimersi in merito: "Non seguo la Cavese, ma davanti a una situazione del genere non si può restare indifferenti. Non voglio invadere le dinamiche del tifo metelliano, ma credo sia una questione di civiltà e rispetto".
Esposito rivolge un appello al Prefetto Francesco Esposito e al Questore Giancarlo Conticchio, sollecitandoli a esaminare la possibilità di rimuovere quelle barriere insieme agli enti competenti: "Sono istituzioni attente e sensibili. La sicurezza è fondamentale, ma non deve servire come scusa per mantenere strutture che penalizzano migliaia di tifosi".
"Va rispettata la Curva Catello Mari," continua Esposito, "perché non si può punire un’intera comunità per errori commessi da pochi individui. Gli irresponsabili esistono ovunque, ma non è giusto che paghino sempre tutti".
Il sogno rimane quello di un calcio diverso: derby con gli spalti gremiti, senza reti, con famiglie e tifosi protagonisti. "Oggi succede a Cava de’ Tirreni," conclude Antonio Esposito, "domani potrebbe capitare a Salerno e chissà dove ancora in futuro. Le reti della vergogna vanno eliminate".
Cavese, la Curva Sud Catello Mari in protesta: "Togliete le reti della vergogna"
La Curva Sud Catello Mari esce allo scoperto con una protesta decisa: per la prossima stagione, gli ultras della Cavese non acquisteranno l’abbonamento per il loro storico settore dei Nove Scalini, preferendo spostarsi nei Distinti dello stadio "Simonetta Lamberti". I tifosi chiariscono che questa scelta non è contro la squadra o la società, ma è frutto di anni di promesse non mantenute e condizioni ormai insostenibili.I principali obiettivi della protesta sono le reti di recinzione, considerate una barriera che trasforma la curva in una gabbia, insieme alla riduzione della capienza, problemi strutturali, servizi igienici carenti, infiltrazioni e una situazione di degrado che, secondo gli ultras, toglie dignità a chi sostiene la squadra ogni domenica.
"La pazienza è finita", dichiara la Curva Sud, sottolineando che la loro battaglia mira al rispetto di un settore che rappresenta il cuore del tifo metelliano. Questa posizione ricorda anche anni difficili per i tifosi, segnati da trasferte vietate e numerosi provvedimenti restrittivi a causa delle azioni di pochi violenti.
Il giornalista di LIRATV, Antonio Esposito, pur essendo un cronista della Salernitana, decide di esprimersi in merito: "Non seguo la Cavese, ma davanti a una situazione del genere non si può restare indifferenti. Non voglio invadere le dinamiche del tifo metelliano, ma credo sia una questione di civiltà e rispetto".
Esposito rivolge un appello al Prefetto Francesco Esposito e al Questore Giancarlo Conticchio, sollecitandoli a esaminare la possibilità di rimuovere quelle barriere insieme agli enti competenti: "Sono istituzioni attente e sensibili. La sicurezza è fondamentale, ma non deve servire come scusa per mantenere strutture che penalizzano migliaia di tifosi".
"Va rispettata la Curva Catello Mari," continua Esposito, "perché non si può punire un’intera comunità per errori commessi da pochi individui. Gli irresponsabili esistono ovunque, ma non è giusto che paghino sempre tutti".
Il sogno rimane quello di un calcio diverso: derby con gli spalti gremiti, senza reti, con famiglie e tifosi protagonisti. "Oggi succede a Cava de’ Tirreni," conclude Antonio Esposito, "domani potrebbe capitare a Salerno e chissà dove ancora in futuro. Le reti della vergogna vanno eliminate".

