SLA, Asl Salerno, Ruggi e Aisla verso un percorso unico per pazienti e famiglie

Un unico modello assistenziale per accompagnare le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica dalla diagnosi alle cure domiciliari, riducendo tempi, passaggi e frammentazioni. È l’obiettivo condiviso da Asl Salerno, Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e Aisla, protagoniste di un incontro dedicato alla costruzione di una rete stabile per la presa in carico dei pazienti con SLA.
Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale dell’Asl Salerno Gennaro Sosto, il direttore generale dell’AOU Ruggi Nicola Cantone, il direttore della UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale dell’Asl Antonio Coppola, la presidente di Aisla Salerno-Avellino-Benevento e segretaria nazionale Pina Esposito, il direttore della Neurologia del Ruggi Paolo Barone e la dottoressa Antonella Toriello.
Un Tavolo permanente per la SLA
Dal confronto è emersa la volontà di costituire un Tavolo permanente tra Asl Salerno, Ruggi e Aisla.
Il compito sarà quello di definire un modello condiviso capace di seguire la persona con SLA in tutte le fasi della malattia, evitando duplicazioni, interruzioni del percorso assistenziale e difficoltà di collegamento tra ospedale e territorio.
Tra le priorità individuate ci sono la riduzione dei tempi necessari per arrivare alla diagnosi, il rafforzamento dell’approccio multidisciplinare e una migliore organizzazione delle dimissioni protette.
Particolare attenzione sarà riservata anche al raccordo tra specialisti ospedalieri, servizi territoriali, assistenza domiciliare e famiglie.
Un collegamento continuo tra ospedale e territorio
L’obiettivo è costruire un sistema nel quale ospedale e territorio non funzionino come realtà separate, ma come componenti di un’unica rete assistenziale.
Il nuovo modello dovrebbe prevedere procedure condivise, responsabilità definite e una comunicazione costante tra tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico.
Per i direttori generali Gennaro Sosto e Nicola Cantone, la complessità della SLA richiede proprio una risposta integrata, capace di accelerare la diagnosi e rendere più sicuro il passaggio dall’ospedale all’assistenza domiciliare.
Ricerca e multidisciplinarietà
Il professor Paolo Barone ha richiamato anche il ruolo della ricerca, sottolineando la necessità per un’Azienda Ospedaliero-Universitaria di contribuire allo sviluppo di progetti, protocolli sperimentali e collaborazioni nazionali e internazionali, soprattutto di fronte a patologie rare e complesse.
Secondo Antonio Coppola, il percorso dovrà invece superare la frammentazione dei servizi, garantendo un accompagnamento continuo attraverso il coordinamento tra specialisti, professionisti territoriali e caregiver.
Nel progetto sarà coinvolta anche la dottoressa Adele Paolino, referente aziendale SLA e referente per le Malattie Rare dell’Asl Salerno, con un ruolo nel raccordo con i servizi territoriali.
Aisla: “La persona non deve ricomporre da sola il sistema”
Per Pina Esposito, il nuovo percorso avrà valore se riuscirà a trasformarsi in uno strumento concreto per il Progetto di Vita della persona con SLA.
L’obiettivo, secondo Aisla, è passare dalla semplice somma dei servizi a una presa in carico realmente unitaria, con tempi definiti e responsabilità chiare, evitando che siano i pazienti e le famiglie a dover ricostruire ogni volta i collegamenti tra le diverse strutture.
Il Tempio di Nettuno si illumina di verde
L’avvio del percorso arriva a pochi giorni dalla XIX Giornata Nazionale SLA, promossa da Aisla.
Venerdì 18 settembre, alle 19.45, il Tempio di Nettuno di Paestum sarà illuminato di verde e collegato con Palazzo Chigi in occasione dell’accensione nazionale.
L’incontro tra Asl Salerno, Ruggi e Aisla rappresenta quindi il primo passaggio verso una collaborazione strutturata, con l’obiettivo di trasformare il confronto istituzionale in procedure operative e servizi integrati.




