Tensione politica a Castelnuovo Cilento dopo la revoca delle deleghe al consigliere Giglio: il sindaco D’Aiuto replica alle accuse e parla di ostacoli all’azione amministrativa
Tensione politica a Castelnuovo Cilento dopo la revoca delle deleghe al consigliere Giglio: il sindaco D’Aiuto replica alle accuse e parla di ostacoli all’azione amministrativa. Lo riporta InfoCilento.
Castelnuovo Cilento, scontro nella maggioranza: il sindaco replica a Giglio e Morinelli
Non accenna a placarsi il clima di tensione politica a Castelnuovo Cilento. Al centro della polemica la presa di posizione del sindaco Gianluca D’Aiuto, che ha replicato alle critiche mosse dal consigliere comunale Antonio Giglio e dal capogruppo di maggioranza Gennaro Morinelli, dopo la revoca delle deleghe a Giglio.
La vicenda trae origine dalla partecipazione del consigliere Giglio a un evento organizzato presso l’Istituto Ancel Keys, seguita dalla pubblicazione di un post sui social. Un’iniziativa definita “in autonomia” che non è stata condivisa dal primo cittadino, il quale ha ritenuto venuto meno il rapporto fiduciario e ha disposto la revoca delle deleghe. Una decisione che ha suscitato la contrarietà dello stesso Giglio e del capogruppo Morinelli, secondo cui «le deleghe sono uno strumento serio e non possono trasformarsi in una punizione per chi partecipa attivamente alla vita della città o offre contributi concreti», parlando di un metodo ritenuto ingiusto e potenzialmente dannoso per il rapporto tra istituzioni e cittadini.
A stretto giro è arrivata la replica del sindaco D’Aiuto, che ha chiarito la propria posizione sottolineando come, a suo avviso, la politica debba fondarsi su partecipazione, rispetto reciproco e rispetto delle decisioni assunte in modo democratico. Il primo cittadino ha evidenziato come l’azione amministrativa richieda coerenza, responsabilità e spirito di squadra, elementi che – secondo quanto dichiarato – sarebbero venuti meno negli ultimi mesi.
D’Aiuto ha infatti affermato che, dopo il passo indietro dello staff dell’ufficio del sindaco, i consiglieri Antonio Giglio e Gennaro Morinelli avrebbero progressivamente assunto un atteggiamento di ostacolo all’attività amministrativa, riducendo la partecipazione attiva e adottando comportamenti più affini a quelli dell’opposizione che a quelli di una maggioranza di governo, privilegiando l’invio di comunicazioni formali a sindaco e giunta.
Il sindaco ha inoltre fatto riferimento alle numerose note trasmesse nel tempo, spesso non in linea con le posizioni condivise dalla maggioranza, come segnali di un modo di interpretare il ruolo non coerente con quello di un consigliere di maggioranza, esprimendo più volte disappunto per tali modalità.
Entrando nel merito della revoca delle deleghe, D’Aiuto ha spiegato che un amministratore non può agire prescindendo da ruoli, responsabilità e deleghe assegnate. In particolare, ha richiamato l’episodio legato all’ambito scolastico, dove – nonostante la delega fosse stata attribuita a un altro consigliere – sarebbero state svolte attività istituzionali senza coordinamento, generando difficoltà operative e mancando di rispetto al consigliere delegato. Una situazione che, secondo il sindaco, avrebbe compromesso il vincolo fiduciario necessario al corretto funzionamento della squadra amministrativa.
Da qui la decisione di revocare le deleghe, che il primo cittadino ha definito coerente anche con le rivendicazioni di autonomia espresse pubblicamente, sottolineando come tale scelta restituisca piena libertà politica a chi ne è destinatario.
In conclusione, D’Aiuto ha ribadito che l’autonomia non può tradursi in azioni prive di regole, confronto e rispetto delle decisioni collegiali. Pur senza deleghe, ha precisato, resta comunque la possibilità di contribuire alla vita politica attraverso proposte concrete da presentare nelle sedi istituzionali, assicurando la disponibilità dell’amministrazione e della maggioranza ad accogliere iniziative utili alla collettività, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità.

