Carte false per ottenere l'Ecobonus: 18 indagati patteggiano la pena. Si chiude all'udienza preliminare davanti al Gup di Nocera Inferiore il processo per gli imputati, dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza nell'Agro Nocerino Sarnese. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Le pene concordate sono tutte sotto i due anni di reclusione, alcune sospese. Per altri 13 imputati invece c'è stato il rinvio a giudizio con data da definissare in rito ordinario dinanzi al III Collegio del tribunale nocerino.
L'inchiesta coinvolse circa 37 tra aziende e persone fisiche per oltre 70 capi di imputazione per fatti avvenuti tra il 2021 e il 2022. Gli imputati risiedono tutti in provincia di Salerno. Anche in questo caso nel mirino finirono le pratiche ammesse ad agevolazioni. In particolare, sugli sconti in fattura e cessioni del credito verificzando i lavori a ridosso di palazzi e abitazioni. Molti dichiararono di vantare crediti di imposta per lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico ma senza essere intestatari di alcun immobile. Dopo aver stipulato diversi contratti con Poste Italiane, avrebbero ingannato la società concessionaria, ottenendo indebitamente somme di diverse migliaia di euro. Denaro che costituiva il corrispettivo per le cessioni finito sul proprio conto corrente.
Nocera Inferiore, carte false per ottenere l'Ecobonus: 18 indagati patteggiano la pena
Carte false per ottenere l'Ecobonus: 18 indagati patteggiano la pena. Si chiude all'udienza preliminare davanti al Gup di Nocera Inferiore il processo per gli imputati, dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza nell'Agro Nocerino Sarnese. L'inchiesta contestava agli indagati i reati di autoriciclaggio, ricettazione, truffa e indebita percezione di erogazioni pubbliche.Le pene concordate sono tutte sotto i due anni di reclusione, alcune sospese. Per altri 13 imputati invece c'è stato il rinvio a giudizio con data da definissare in rito ordinario dinanzi al III Collegio del tribunale nocerino.
L'inchiesta coinvolse circa 37 tra aziende e persone fisiche per oltre 70 capi di imputazione per fatti avvenuti tra il 2021 e il 2022. Gli imputati risiedono tutti in provincia di Salerno. Anche in questo caso nel mirino finirono le pratiche ammesse ad agevolazioni. In particolare, sugli sconti in fattura e cessioni del credito verificzando i lavori a ridosso di palazzi e abitazioni. Molti dichiararono di vantare crediti di imposta per lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico ma senza essere intestatari di alcun immobile. Dopo aver stipulato diversi contratti con Poste Italiane, avrebbero ingannato la società concessionaria, ottenendo indebitamente somme di diverse migliaia di euro. Denaro che costituiva il corrispettivo per le cessioni finito sul proprio conto corrente.

