Con l'introduzione del nuovo regolamento europeo del Packaging and packaging waste regulation (Ppwr), numero 2025/40, le modalità di smaltimento delle capsule monodose di caffè cambiano a partire dal 12 agosto.
Michele Monzini, vicepresidente del comitato italiano del caffè di Unione italiana food, sottolinea come non sia necessario svuotare le capsule, poiché sono classificate come imballaggi che spesso raggiungono la fine del loro ciclo di vita ancora pieni. Questo rappresenta un caso unico nella gestione degli imballaggi e richiede una responsabilità condivisa tra produttori, Conai e consumatori.
Sperimentazioni sono già in corso in alcune province italiane per facilitare la separazione domestica delle capsule in alluminio. Con l'evoluzione verso l'utilizzo di bioplastica, iniziative come quelle del consorzio Biorepack permettono la raccolta delle cialde nell'umido per recuperare sia il contenitore che il caffè restante.
Capsule e cialde del caffè: nuove norme per la raccolta differenziata, tutto quello che bisogna conoscere
Con l'introduzione del nuovo regolamento europeo del Packaging and packaging waste regulation (Ppwr), numero 2025/40, le modalità di smaltimento delle capsule monodose di caffè cambiano a partire dal 12 agosto. Per la prima volta, capsule e cialde verranno ufficialmente considerate "imballaggi", nonostante il loro contenuto residuo di caffè al momento dello smaltimento. Questo cambiamento modifica il modo in cui vengono etichettate, raccolte e riciclate, mantenendo però invariato il consueto rito del caffè per molti italiani.Le nuove regole sulle capsule e cialde
Secondo la normativa comunitaria entrata in vigore a febbraio 2025, le cialde monodose sono ora considerate imballaggi a tutti gli effetti e non possono più essere gettate nell'indifferenziato. Dal 12 agosto, sia le capsule vuote che quelle con residui devono essere destinate al riciclo. Non è necessario svuotarle prima di smaltirle.Come smaltirle correttamente
Una nuova etichettatura chiara guiderà i cittadini nel corretto conferimento: le capsule in alluminio o plastica andranno nella raccolta indicata dal produttore o dal Comune, analogamente a quanto avviene per lattine o altri imballaggi. Le cialde e le capsule certificate compostabili saranno invece smaltite nell'organico, ove previsto. I componenti separabili potranno essere differenziati ulteriormente.Michele Monzini, vicepresidente del comitato italiano del caffè di Unione italiana food, sottolinea come non sia necessario svuotare le capsule, poiché sono classificate come imballaggi che spesso raggiungono la fine del loro ciclo di vita ancora pieni. Questo rappresenta un caso unico nella gestione degli imballaggi e richiede una responsabilità condivisa tra produttori, Conai e consumatori.
Verso una gestione responsabile degli imballaggi
Il nuovo sistema si basa sulla corresponsabilità. I produttori dovranno sviluppare capsule sempre più riciclabili e definire i materiali identificativi; il Conai lavorerà con le aziende per ottimizzare i flussi di raccolta. I consumatori avranno il compito di seguire le istruzioni sulle etichette per un corretto conferimento.Regole europee sugli imballaggi
La normativa europea sugli imballaggi è ora obbligatoria in tutta l'Unione europea. L'obiettivo è ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% entro quattro anni rispetto ai livelli del 2018, puntando a una riduzione fino al 15% entro il 2040. Questa innovazione normativa coinvolgerà l'intera filiera produttiva.Sperimentazioni sono già in corso in alcune province italiane per facilitare la separazione domestica delle capsule in alluminio. Con l'evoluzione verso l'utilizzo di bioplastica, iniziative come quelle del consorzio Biorepack permettono la raccolta delle cialde nell'umido per recuperare sia il contenitore che il caffè restante.

