Le capsule monodose di caffè saranno ufficialmente riciclabili e incluse nella raccolta differenziata a partire dal 12 agosto, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr).
La normativa stabilisce un quadro uniforme per tutti i Paesi membri dell’UE, prevedendo che, entro il 2030, anche prodotti complessi come le capsule possano essere effettivamente avviati a riciclo. La direttiva mira a semplificare la gestione dei rifiuti e a migliorare la sostenibilità ambientale del packaging, promuovendo progettazione e tecnologie più efficienti.
Le capsule di caffè entrano nella raccolta differenziata in tutta l’Unione Europea
Secondo Conai,
il consorzio nazionale imballaggi, sono già in corso collaborazioni con le filiere del settore per accompagnare la transizione verso processi di raccolta e selezione più efficaci, puntando su innovazione impiantistica e progettazione sostenibile. Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, sottolinea l’importanza di sviluppare impianti in grado di valorizzare i materiali complessi, ottimizzando il recupero della plastica e dell’alluminio e riducendo l’impatto ambientale complessivo.
Il riciclo dell’alluminio,
già avviato da circa quindici anni, prevede impianti dedicati che separano il metallo dal caffè, avviando i due flussi rispettivamente a fonderie e al compostaggio. Esperienze pilota condotte in alcune province lombarde hanno dimostrato che le capsule possono essere raccolte direttamente nella raccolta differenziata domestica, inserendosi nel flusso multimateriale. L’obiettivo è estendere questa modalità sul territorio nazionale, sebbene l’implementazione richieda investimenti e tempi significativi.
La filiera delle bioplastiche si prepara a supportare l’iniziativa, producendo capsule compostabili e garantendone lo smaltimento nella raccolta dell’organico attraverso il consorzio Biorepack. Attualmente circa un quinto delle capsule in commercio nella grande distribuzione è realizzato in bioplastica, con possibilità di recuperare anche il caffè residuo.
Non mancano però criticità.
Il Ppwr richiede ai singoli Paesi di definire subito la lista dei prodotti che possono essere realizzati in bioplastica entro il 2030. La tempistica stretta e la rigidità normativa rischiano di limitare l’evoluzione tecnologica futura, escludendo per ora le capsule e altri imballaggi complessi come film estensibili alimentari. Il confronto tra consorzi di settore e ministeri è in corso per trovare soluzioni operative entro la scadenza di agosto.
In sintesi, il nuovo regolamento europeo
rappresenta un passo importante verso la circolarità del settore, con la raccolta e il riciclo delle capsule di caffè che diventeranno una pratica standardizzata in tutti i Paesi dell’UE, accompagnata da innovazioni tecnologiche e maggior efficienza nella gestione dei materiali.