Stop ai turni notturni della Polizia Locale di Capaccio Paestum, insorgono i sindacati: «A rischio la sicurezza dei cittadini»

Capaccio Paestum, da novembre stop ai turni notturni della Polizia Locale: insorgono i sindacati
L'organizzazione sindacale ha trasmesso una nota agli organi competenti, tra cui il commissario straordinario e il prefetto di Salerno, denunciando presunte irregolarità nella decisione e possibili conseguenze sulla sicurezza del territorio, sull'organizzazione dei servizi e sulle condizioni economiche degli agenti.
Al centro della contestazione c'è la deliberazione numero 35 del 19 ottobre 2026, con la quale il commissario straordinario ha disposto la sospensione dell'efficacia della precedente delibera numero 285/2026 e del piano operativo Estate sicura 2026.
Il provvedimento prevede il ritorno del personale della Polizia Locale all'orario contrattuale originario, eliminando i turni notturni e le estensioni orarie introdotte nell'ambito del potenziamento dei servizi.
La decisione è stata motivata dall'amministrazione con la conclusione della stagione turistica e con la necessità di contenere i costi del personale, alla luce del piano di riequilibrio finanziario pluriennale dell'ente. Gli straordinari futuri potranno essere autorizzati soltanto per esigenze eccezionali, con adeguata motivazione e copertura finanziaria.
«Senza pattuglie dopo le 22 aumenta il rischio per la sicurezza urbana»
Secondo il sindacato, i servizi notturni erano stati introdotti dalla precedente amministrazione comunale soprattutto per contrastare i furti nelle abitazioni e nelle attività commerciali. Anche i presidi territoriali, sia fissi sia dinamici, sarebbero stati organizzati per garantire una maggiore presenza degli agenti nelle aree considerate più sensibili, con particolare attenzione al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e di altri fenomeni di illegalità.
Per il CSA, quindi, considerare questi servizi una misura esclusivamente stagionale rappresenterebbe un errore nella valutazione delle esigenze di sicurezza della città. Il sindacato sostiene che la riorganizzazione determinerà l'interruzione del servizio ordinario nelle ore serali, lasciando scoperta la fascia compresa tra le 22 e le 4 del mattino. Una situazione che, secondo l'organizzazione, potrebbe avere ripercussioni sul contrasto ai furti, sull'attività di vigilanza ambientale e sui controlli contro l'abbandono illecito dei rifiuti.
Il CSA: «Incassati 1,35 milioni di euro dalle multe, ci sono risorse per garantire i servizi»
Uno dei punti principali della contestazione riguarda le motivazioni economiche alla base della decisione commissariale. Il CSA sostiene che il Comune disporrebbe di risorse utilizzabili per finanziare il potenziamento della Polizia Locale senza compromettere gli obiettivi di riequilibrio finanziario.
Secondo i dati riportati dall'organizzazione sindacale, tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026 il Comune di Capaccio Paestum avrebbe incassato circa 1 milione e 350mila euro dalle sanzioni per violazioni del Codice della Strada. A queste somme si aggiungerebbero diverse decine di migliaia di euro recuperate attraverso le attività di accertamento sull'evasione dell'imposta di soggiorno.
Il sindacato richiama l'articolo 208 del Codice della Strada e il decreto legge 23/2026, convertito nella legge 54/2026, che prevedono la possibilità di destinare determinate risorse al rafforzamento dei servizi di sicurezza urbana e al lavoro straordinario della Polizia Locale.
Secondo il CSA, l'amministrazione dovrebbe utilizzare questi fondi per mantenere i turni notturni e i presidi territoriali. La disponibilità effettiva delle somme e la possibilità di destinarle ai servizi richiesti dovranno tuttavia essere valutate nel rispetto dei vincoli di legge e della situazione contabile dell'ente.
Oltre il 60% degli agenti è part-time: «Riduzione drastica delle ore di servizio»
La sospensione delle estensioni orarie avrebbe conseguenze anche sull'organizzazione del Corpo di Polizia Locale. Secondo quanto denunciato dal CSA, oltre il 60% del personale sarebbe assunto con contratto a tempo parziale.
Il ritorno all'orario contrattuale originario comporterebbe quindi, secondo le stime del sindacato, una riduzione di circa due terzi del monte ore complessivamente disponibile per i servizi sul territorio. Una contrazione che potrebbe incidere sulla capacità operativa del Corpo e sulla programmazione delle attività di controllo.
Il sindacato sottolinea inoltre le conseguenze economiche per gli agenti part-time, che perderebbero le maggiorazioni retributive legate alle estensioni orarie sulle quali avevano fatto affidamento.
Il sindacato contesta anche il mancato confronto preventivo
Un ulteriore motivo di contestazione riguarda le procedure sindacali. La delibera del 19 ottobre è stata dichiarata immediatamente eseguibile, prevedendo tuttavia che l'informazione alle organizzazioni sindacali venga trasmessa entro il 24 ottobre e che il confronto si svolga entro il 31 ottobre.
Secondo il CSA, questa sequenza non rispetterebbe le disposizioni del contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni Locali, perché le modifiche all'articolazione dell'orario di lavoro dovrebbero essere precedute da un confronto effettivo con i rappresentanti dei lavoratori.
L'organizzazione ritiene che un incontro successivo all'adozione del provvedimento rischierebbe di trasformarsi in una semplice presa d'atto di decisioni già assunte. Per questo motivo, il sindacato prospetta anche la possibilità di contestare la procedura nelle sedi competenti, richiamando l'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori in materia di condotta antisindacale.
Il CSA solleva inoltre una questione relativa alla salute e alla sicurezza del personale, sostenendo che la riduzione delle ore disponibili e la conseguente redistribuzione dei carichi di lavoro richiedano un coinvolgimento preventivo del medico competente, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Chiesta la revoca immediata della delibera
Nella parte conclusiva della nota, il CSA chiede formalmente la revoca o la sospensione immediata della deliberazione numero 35 del 19 ottobre, impedendo che la riorganizzazione produca effetti dal prossimo 1° novembre.
L'organizzazione sollecita inoltre l'impiego delle risorse derivanti dalle sanzioni del Codice della Strada e dall'imposta di soggiorno per finanziare il mantenimento dei servizi notturni. Tra le richieste figurano anche l'apertura di un tavolo di confronto sulla programmazione dei turni, la tutela del personale part-time e la verifica dei possibili rischi connessi alla nuova organizzazione del lavoro.
Il sindacato chiede, infine, l'attivazione delle procedure previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con il coinvolgimento delle figure incaricate della prevenzione. La decisione del commissario Cirillo apre così un confronto tra le esigenze di contenimento della spesa pubblica e quelle di mantenimento dei servizi di vigilanza sul territorio.




