La canzone classica napoletana è ufficialmente candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'annuncio, anticipato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, è stato dato in diretta su Rai Uno.
L'iter per il riconoscimento da parte dell'Unesco si stima richiederà circa due anni per essere completato. I ministeri della Cultura e del Turismo hanno avviato il processo e costituito un comitato per redigere il dossier di candidatura, con Renzo Arbore scelto come coordinatore. L'obiettivo è completare la documentazione entro un anno e concludere la procedura entro dicembre 2028. Il ministro Mazzi, intervistato da RTL 102.5, ha sottolineato l'importanza della canzone napoletana come pilastro culturale universale, degno di un'onorificenza così prestigiosa.
La candidatura è stata formalmente presentata a Verona davanti a cento delegati Unesco provenienti da quaranta Paesi. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi ministri del governo italiano, tra cui Gianmarco Mazzi (Turismo), Alessandro Giuli (Cultura), Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Andrea Abodi (Sport e Giovani), Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento) e Tommaso Foti (Affari europei, PNRR e Politiche di coesione). Secondo Mazzi, la canzone napoletana non è solo un simbolo nazionale ma un'eredità culturale globale. Ha poi ricordato che l'Unesco riconosce il napoletano come una lingua autonoma derivata dal latino, rafforzando ulteriormente il valore di questa tradizione musicale.
Tra le prospettive future legate alla candidatura, Mazzi ha menzionato l'America's Cup che si svolgerà a Napoli nel 2027. Questo evento rappresenta un'opportunità per promuovere ulteriormente la candidatura attraverso concerti ed eventi dedicati alla cultura musicale partenopea. Il ministro ha infine ribadito l'importanza della leadership culturale dell'Italia a livello mondiale, sottolineando che il nostro Paese, pur essendo di dimensioni modeste rispetto a giganti come la Cina, vanta il primato del maggior numero di siti patrimonio Unesco registrati. Una forza culturale che va mantenuta e valorizzata globalmente.
Canzone classica napoletana candidata a patrimonio culturale immateriale dell'Unesco: l'annuncio su Rai 1
La canzone classica napoletana è ufficialmente candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. L'annuncio, anticipato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, è stato dato in diretta su Rai Uno da Milly Carlucci durante il programma Campioni del mondo – Italia loves Unesco, trasmesso dall'Arena di Verona. L'evento celebra l'Italia come paese detentore del maggior numero di siti Unesco, con riconoscimenti recenti come l'opera lirica e la cucina tradizionale italiana. Tra i grandi capolavori della canzone napoletana spicca ‘O sole mio, celebre brano del 1898 che continua a essere interpretato in tutto il mondo, persino dagli esponenti più acclamati del panorama lirico internazionale.L'iter per il riconoscimento da parte dell'Unesco si stima richiederà circa due anni per essere completato. I ministeri della Cultura e del Turismo hanno avviato il processo e costituito un comitato per redigere il dossier di candidatura, con Renzo Arbore scelto come coordinatore. L'obiettivo è completare la documentazione entro un anno e concludere la procedura entro dicembre 2028. Il ministro Mazzi, intervistato da RTL 102.5, ha sottolineato l'importanza della canzone napoletana come pilastro culturale universale, degno di un'onorificenza così prestigiosa.
La candidatura è stata formalmente presentata a Verona davanti a cento delegati Unesco provenienti da quaranta Paesi. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi ministri del governo italiano, tra cui Gianmarco Mazzi (Turismo), Alessandro Giuli (Cultura), Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Andrea Abodi (Sport e Giovani), Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento) e Tommaso Foti (Affari europei, PNRR e Politiche di coesione). Secondo Mazzi, la canzone napoletana non è solo un simbolo nazionale ma un'eredità culturale globale. Ha poi ricordato che l'Unesco riconosce il napoletano come una lingua autonoma derivata dal latino, rafforzando ulteriormente il valore di questa tradizione musicale.
Tra le prospettive future legate alla candidatura, Mazzi ha menzionato l'America's Cup che si svolgerà a Napoli nel 2027. Questo evento rappresenta un'opportunità per promuovere ulteriormente la candidatura attraverso concerti ed eventi dedicati alla cultura musicale partenopea. Il ministro ha infine ribadito l'importanza della leadership culturale dell'Italia a livello mondiale, sottolineando che il nostro Paese, pur essendo di dimensioni modeste rispetto a giganti come la Cina, vanta il primato del maggior numero di siti patrimonio Unesco registrati. Una forza culturale che va mantenuta e valorizzata globalmente.

