A Caggiano il Cristo di Maratea: domani martedì 11 agosto, alle ore 19:30, la presentazione del libro del Professore Biagio Limongi presso il Chiosco Laltrolato.
“L’idea nasce innanzitutto dalla consapevolezza di un vuoto - sottolinea Biagio Limongi - Mi sono reso conto che il Cristo Redentore di Maratea, nonostante sia un’opera conosciutissima, uno dei simboli più riconoscibili della Basilicata e del Mezzogiorno, non era mai stato oggetto di una vera monografia capace di ricostruirne in maniera organica la storia, la genesi e il valore artistico. Da qui è nata quasi una necessità: andare oltre l’immagine del monumento che tutti conosciamo e provare a raccontare l’opera, l’artista che l’ha realizzata, Bruno Innocenti, il contesto nel quale nasce e la straordinaria vicenda umana e culturale che ne ha accompagnato la realizzazione”. È questo un libro pensato per far avvicinare i lettori alla vera scoperta della simbologia profonda dell’opera d’arte, conosciuta come icona della perla del Tirreno, ma ancora non profondamente compresa nel suo valore artistico.
“Vorrei innanzitutto lasciare conoscenza - continua il Professore Limongi -. Perché credo che la valorizzazione autentica di un bene culturale cominci sempre dalla conoscenza. Il Cristo è certamente un simbolo di Maratea, ma rischiamo talvolta di fermarci proprio alla sua dimensione simbolica e iconica. Lo fotografiamo, lo riconosciamo immediatamente, lo utilizziamo per rappresentare la città, ma forse non sempre conosciamo fino in fondo la sua storia e il suo valore artistico” . Un testo che punta l’attenzione anche sul suo creatore Bruno Innocenti che ha pensato a questo monumento, volendolo calare nel luogo che lo avrebbe ospitato.
“Questo è uno degli aspetti che considero più affascinanti dell’opera. Innocenti comprende che non sta progettando semplicemente una grande scultura, ma un’opera destinata a entrare in relazione con un luogo straordinariamente complesso. Il Cristo non può essere separato dal monte San Biagio, dal mare, dalla costa, dall’orizzonte. Cambia continuamente a seconda del punto dal quale lo osserviamo. Da lontano diventa quasi un segno nel paesaggio; avvicinandoci acquista corpo, materia, dimensione.”
Un contributo, quello sul Cristo Redentore di Maratea, che si apre ad una sempre più ampia diffusione, per poter aprire ai propri visitatori l’autentica consapevolezza del valore artistico oltre che simbolico di questo spettacolare monumento. Primo passo verso nuovi studi e approfondimenti. “Il percorso del libro non considero affatto concluso - conclude l’autore - Anzi, credo che la pubblicazione abbia aperto una nuova fase. Le presentazioni sono importanti perché permettono al libro di uscire dalla pagina e diventare occasione di confronto. Ogni incontro consente di raccontare non soltanto il volume, ma il Cristo, Bruno Innocenti e, inevitabilmente, Maratea.
Ma il progetto più ambizioso è continuare la ricerca. Il libro mi ha fatto comprendere che intorno al Cristo esistono ancora molte questioni da approfondire: la conservazione, i materiali, il rapporto con l’ambiente, il degrado e la necessità di costruire una conoscenza scientifica sempre più approfondita dell’opera”. Un appuntamento, quello di Caggiano, che apre spazio alla scoperta e alla valorizzazione di un’opera da apprezzare e amare con occhi nuovi.
A Caggiano il Cristo di Maratea: presentazione del libro del Professore Biagio Limongi
Domani martedì 11 agosto alle ore 19.30 presso Chiosco Laltrolato a Caggiano un’occasione per fare un viaggio alla scoperta di uno dei monumenti più rappresentativi della Basilicata con il testo “Il Cristo redentore di Bruno innocenti”. Saranno presenti il Sindaco di Caggiano Modesto Lamattina, Antonella Carucci scultrice e la moderatrice dell’evento la giornalista pubblicista Teresita Possidente. Una serata in cui sarà possibile guardare con occhi nuovi uno dei simboli scultorei più suggestivi d’Italia a cui il suo autore, originario di Maratea e docente di Progettazione, Architettura e Ambiente, ha voluto dedicare la prima monografia.“L’idea nasce innanzitutto dalla consapevolezza di un vuoto - sottolinea Biagio Limongi - Mi sono reso conto che il Cristo Redentore di Maratea, nonostante sia un’opera conosciutissima, uno dei simboli più riconoscibili della Basilicata e del Mezzogiorno, non era mai stato oggetto di una vera monografia capace di ricostruirne in maniera organica la storia, la genesi e il valore artistico. Da qui è nata quasi una necessità: andare oltre l’immagine del monumento che tutti conosciamo e provare a raccontare l’opera, l’artista che l’ha realizzata, Bruno Innocenti, il contesto nel quale nasce e la straordinaria vicenda umana e culturale che ne ha accompagnato la realizzazione”. È questo un libro pensato per far avvicinare i lettori alla vera scoperta della simbologia profonda dell’opera d’arte, conosciuta come icona della perla del Tirreno, ma ancora non profondamente compresa nel suo valore artistico.
“Vorrei innanzitutto lasciare conoscenza - continua il Professore Limongi -. Perché credo che la valorizzazione autentica di un bene culturale cominci sempre dalla conoscenza. Il Cristo è certamente un simbolo di Maratea, ma rischiamo talvolta di fermarci proprio alla sua dimensione simbolica e iconica. Lo fotografiamo, lo riconosciamo immediatamente, lo utilizziamo per rappresentare la città, ma forse non sempre conosciamo fino in fondo la sua storia e il suo valore artistico” . Un testo che punta l’attenzione anche sul suo creatore Bruno Innocenti che ha pensato a questo monumento, volendolo calare nel luogo che lo avrebbe ospitato.
“Questo è uno degli aspetti che considero più affascinanti dell’opera. Innocenti comprende che non sta progettando semplicemente una grande scultura, ma un’opera destinata a entrare in relazione con un luogo straordinariamente complesso. Il Cristo non può essere separato dal monte San Biagio, dal mare, dalla costa, dall’orizzonte. Cambia continuamente a seconda del punto dal quale lo osserviamo. Da lontano diventa quasi un segno nel paesaggio; avvicinandoci acquista corpo, materia, dimensione.”
Un contributo, quello sul Cristo Redentore di Maratea, che si apre ad una sempre più ampia diffusione, per poter aprire ai propri visitatori l’autentica consapevolezza del valore artistico oltre che simbolico di questo spettacolare monumento. Primo passo verso nuovi studi e approfondimenti. “Il percorso del libro non considero affatto concluso - conclude l’autore - Anzi, credo che la pubblicazione abbia aperto una nuova fase. Le presentazioni sono importanti perché permettono al libro di uscire dalla pagina e diventare occasione di confronto. Ogni incontro consente di raccontare non soltanto il volume, ma il Cristo, Bruno Innocenti e, inevitabilmente, Maratea.
Ma il progetto più ambizioso è continuare la ricerca. Il libro mi ha fatto comprendere che intorno al Cristo esistono ancora molte questioni da approfondire: la conservazione, i materiali, il rapporto con l’ambiente, il degrado e la necessità di costruire una conoscenza scientifica sempre più approfondita dell’opera”. Un appuntamento, quello di Caggiano, che apre spazio alla scoperta e alla valorizzazione di un’opera da apprezzare e amare con occhi nuovi.

