Punti nascita in Campania, mozione del Pd per mantenere attivi Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese

Il futuro dei punti nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese torna al centro del confronto in Consiglio regionale. Il gruppo del Partito Democratico della Campania ha presentato una mozione, con Francesco Picarone primo firmatario, chiedendo una revisione delle decisioni adottate nel 2025 e nuove iniziative per consentire la prosecuzione delle attività nei tre presidi.
La riorganizzazione regionale approvata lo scorso anno aveva individuato proprio Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese tra i punti nascita con meno di 500 parti annui e ne aveva previsto il percorso di cessazione.
Il Pd chiede di rivedere la programmazione del 2025
Secondo i consiglieri democratici, la valutazione dei punti nascita non dovrebbe essere basata esclusivamente sul numero annuale dei parti, ma dovrebbe tenere conto anche delle caratteristiche geografiche dei territori, delle distanze dagli ospedali alternativi e dei tempi necessari per raggiungerli.
Un elemento richiamato nella mozione è il riconoscimento, avvenuto nel 2025 con una legge regionale, di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese come zone disagiate sotto il profilo dell’accesso ai servizi sanitari.
I firmatari chiedono quindi il riesame e il ritiro della delibera regionale del 2025 sulla rete materno-neonatale e la predisposizione di una nuova organizzazione che, nelle intenzioni del gruppo, concili sicurezza clinica e accessibilità territoriale.
L’uscita della Campania dal Piano di rientro
Il Pd richiama inoltre il nuovo scenario determinatosi nel marzo 2026. Il Ministero della Salute ha accolto la richiesta della Campania di uscire dal Piano di rientro sanitario, dopo la verifica effettuata insieme al Ministero dell’Economia sui risultati raggiunti in materia di Lea, screening e assistenza residenziale. La Regione ha indicato tale passaggio come ritorno alla gestione ordinaria della sanità.
Per i consiglieri firmatari, questa novità rende opportuno riesaminare la programmazione precedente e valutare nuovamente il destino dei tre presidi.
Deroga per Sapri e confronto con Comuni e Asl
Tra le richieste contenute nella mozione figura la sollecitazione al Ministero della Salute affinché si pronunci sull’istanza di deroga relativa al punto nascita di Sapri, oltre alla presentazione di analoghe richieste per Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.
La questione delle deroghe ha una storia lunga: già negli anni precedenti erano state avanzate richieste per diversi presidi campani con meno di 500 parti annui, comprese le tre strutture oggi al centro del confronto. La documentazione regionale del 2025 ricostruisce anche i precedenti pareri ministeriali contrari alle deroghe per alcuni di questi punti nascita.
Il documento del Pd propone inoltre l’apertura di tavoli di confronto con Comuni e aziende sanitarie e un monitoraggio semestrale della mobilità delle gestanti.
“Non chiediamo di prescindere dalla sicurezza”
I consiglieri precisano che la proposta non mira a mantenere aperte le strutture indipendentemente dagli standard assistenziali. La richiesta è quella di verificare modelli organizzativi capaci di garantire sicurezza per madri e neonati senza ridurre ulteriormente l’offerta sanitaria nelle aree territorialmente più difficili da servire.
Il confronto passa ora alle sedi istituzionali regionali, dove la mozione dovrà essere discussa e dove saranno valutate le possibili iniziative sulla rete dei punti nascita campani.




