Si è chiuso con un patteggiamento a due anni di reclusione, pena sospesa, il procedimento a carico di un uomo originario di Capaccio accusato di aver intrattenuto rapporti sessuali con un minorenne in cambio di denaro. La decisione è stata assunta dal Tribunale di Salerno, collegio presieduto dal giudice Zarone. I magistrati hanno inoltre revocato il divieto di dimora che era stato disposto nei confronti dell’imputato nei territori di Castellabate e Agropoli come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Gli episodi si sarebbero verificati tra Capaccio Paestum e Trentinara. Il primo contatto, stando alla ricostruzione confluita negli atti, sarebbe avvenuto in un ristorante dove il ragazzo, all’epoca quindicenne, lavorava. L’uomo avrebbe iniziato a offrirgli passaggi in auto, proponendo denaro e sigarette. In più occasioni, secondo l’accusa, si sarebbero verificati palpeggiamenti e richieste di prestazioni sessuali dietro compenso economico, con incontri che si sarebbero svolti in un’abitazione privata con una frequenza di circa due volte al mese.
Dopo il compimento dei diciotto anni, il rapporto tra i due si sarebbe interrotto temporaneamente, per poi riprendere. Il giovane, sentito dagli inquirenti, avrebbe riferito di attraversare un periodo segnato da dipendenza dal gioco d’azzardo, elemento che lo avrebbe indotto ad accettare somme di denaro. La frequentazione si sarebbe definitivamente conclusa nell’agosto 2023, quando la persona offesa avrebbe deciso di interrompere ogni contatto, nonostante ulteriori tentativi di riavvicinamento e offerte economiche più elevate.
La vicenda è approdata all’autorità giudiziaria dopo la denuncia presentata dal giovane, che avrebbe ricevuto messaggi e sollecitazioni per la restituzione di denaro che l’imputato sosteneva di aver prestato. Le indagini hanno consentito di ricostruire i contatti e gli incontri, anche attraverso le dichiarazioni di persone informate sui fatti, presenti in alcune circostanze in cui l’uomo si recava sul luogo di lavoro del ragazzo o lo contattava telefonicamente.
Il procedimento si è concluso con l’accordo sulla pena e con il riconoscimento di un risarcimento pari a 12mila euro in favore della parte civile, assistita dall’avvocato Carmine Infante, somma versata prima della chiusura del dibattimento.
Atti sessuali con un 15enne: due anni con pena sospesa
L’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Ancarola, ha definito il procedimento con rito alternativo. I fatti contestati si collocano in un arco temporale compreso tra il 2017 e il 2020, quando la persona offesa non aveva ancora raggiunto la maggiore età. Secondo quanto emerso in aula, alcuni comportamenti si sarebbero protratti anche successivamente, fino al 2024, in un contesto caratterizzato da pressioni e richieste di restituzione di somme di denaro.Gli episodi si sarebbero verificati tra Capaccio Paestum e Trentinara. Il primo contatto, stando alla ricostruzione confluita negli atti, sarebbe avvenuto in un ristorante dove il ragazzo, all’epoca quindicenne, lavorava. L’uomo avrebbe iniziato a offrirgli passaggi in auto, proponendo denaro e sigarette. In più occasioni, secondo l’accusa, si sarebbero verificati palpeggiamenti e richieste di prestazioni sessuali dietro compenso economico, con incontri che si sarebbero svolti in un’abitazione privata con una frequenza di circa due volte al mese.
Dopo il compimento dei diciotto anni, il rapporto tra i due si sarebbe interrotto temporaneamente, per poi riprendere. Il giovane, sentito dagli inquirenti, avrebbe riferito di attraversare un periodo segnato da dipendenza dal gioco d’azzardo, elemento che lo avrebbe indotto ad accettare somme di denaro. La frequentazione si sarebbe definitivamente conclusa nell’agosto 2023, quando la persona offesa avrebbe deciso di interrompere ogni contatto, nonostante ulteriori tentativi di riavvicinamento e offerte economiche più elevate.
La vicenda è approdata all’autorità giudiziaria dopo la denuncia presentata dal giovane, che avrebbe ricevuto messaggi e sollecitazioni per la restituzione di denaro che l’imputato sosteneva di aver prestato. Le indagini hanno consentito di ricostruire i contatti e gli incontri, anche attraverso le dichiarazioni di persone informate sui fatti, presenti in alcune circostanze in cui l’uomo si recava sul luogo di lavoro del ragazzo o lo contattava telefonicamente.
Il procedimento si è concluso con l’accordo sulla pena e con il riconoscimento di un risarcimento pari a 12mila euro in favore della parte civile, assistita dall’avvocato Carmine Infante, somma versata prima della chiusura del dibattimento.

