Ospedale di Castiglione, i sindaci della Costiera lanciano l’allarme: “Non va depotenziato”

Cresce la preoccupazione in Costiera Amalfitana per il futuro dell’ospedale di Castiglione di Ravello. I sindaci del territorio hanno chiesto un confronto urgente con la direzione generale dell’Azienda ospedaliera per affrontare le criticità legate al nuovo assetto del presidio, entrato in vigore dal primo ottobre. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino
Al centro della mobilitazione c’è soprattutto la presenza del cardiologo, figura ritenuta indispensabile per garantire un’assistenza adeguata nel pronto soccorso della struttura costiera.
L’incontro con la direzione generale l’8 ottobre
La richiesta avanzata dai primi cittadini ha già prodotto un primo risultato. Il direttore generale Giuseppe Cantone ha fissato un incontro per l’8 ottobre alle ore 11.
A comunicarlo sono stati il presidente della Conferenza dei sindaci della Costa d’Amalfi, Fortunato Della Monica, e il delegato alla Sanità Andrea Reale.
L’obiettivo del confronto sarà individuare una soluzione che consenta di mantenere pienamente operativo l’ospedale Costa d’Amalfi e affrontare definitivamente il problema della presenza cardiologica all’interno del presidio.
Il nodo dei cardiologi trasferiti verso il Ruggi
Le preoccupazioni nascono dal potenziamento del pronto soccorso dell’ospedale Ruggi di Salerno, che ha comportato una maggiore richiesta di cardiologi e, secondo quanto denunciato dai sindaci, una conseguente riduzione delle disponibilità per Castiglione.
In passato il presidio costiero poteva contare contemporaneamente sulla presenza di un internista e un cardiologo, insieme a chirurgo, rianimatore e radiologo.
Una composizione considerata particolarmente importante soprattutto per i frequenti accessi legati a problematiche cardiache, che possono richiedere valutazioni immediate ed esami come l’ecografia cardiaca.
Con l’organizzazione entrata in vigore dal primo ottobre, invece, non sarebbero più previsti turni con internista e cardiologo presenti contemporaneamente.
Il rischio di lasciare il pronto soccorso senza medico
È proprio questo aspetto ad aver fatto scattare l’allarme degli amministratori locali.
Secondo quanto spiegato dalla Conferenza dei sindaci, quando è presente soltanto l’internista e si presenta un paziente che necessita di una valutazione cardiologica, il trasferimento deve essere effettuato verso Cava de’ Tirreni o Salerno.
In caso di accompagnamento del paziente in ambulanza, però, l’internista sarebbe costretto ad allontanarsi dal presidio, lasciando il pronto soccorso privo di quella figura medica.
Una situazione analoga, sostengono i sindaci, potrebbe verificarsi nei turni coperti esclusivamente dal cardiologo.
“Assistenza penalizzata per cittadini e turisti”
La Conferenza dei sindaci sottolinea inoltre come la questione non riguardi soltanto i residenti, ma anche i numerosi turisti che ogni anno frequentano la Costiera Amalfitana.
Gli amministratori evidenziano che il territorio presenta caratteristiche geografiche particolari e difficoltà nei collegamenti, fattori che rendono ancora più importante la presenza di un presidio ospedaliero pienamente operativo.
Un eventuale ridimensionamento dell’assistenza, secondo i sindaci, potrebbe avere conseguenze non soltanto sul diritto alla salute delle comunità locali, ma anche sull’immagine e sull’economia turistica della Costa d’Amalfi e, più in generale, della Campania.
L’incontro dell’8 ottobre sarà quindi il passaggio decisivo per capire se sarà possibile ripristinare un’organizzazione che garantisca contemporaneamente la presenza dell’internista e del cardiologo e scongiurare un ulteriore depotenziamento della struttura.




