Secondo le anticipazioni dei media, nelle carte diffuse dagli Archivi Nazionali ci sarebbero appunti di agenti della Cia presi subito dopo la sparatoria. Ma indicazioni interessanti emergerebbero anche sulla presunta pista sovietica, a partire dalla notizia che il killer Lee Harvey Oswald incontrò a Città del Messico il console Valeriy Vladimirovich Kostikov, un agente del Kgb, il 29 settembre 1963, due mesi prima dell'assassinio. Dell'incontro era stato fatto cenno anche in documenti precedenti, ma oggi sarebbero emersi nuovi dettagli, anche se tuttora non sarebbe chiaro chi abbia chiesto l'appuntamento.
Il ruolo della moglie di Oswald
Nelle carte c'è inoltre un memo su telefonate anonime fatte all'ambasciata degli Stati Uniti a Canberra, in Australia, un anno prima dell'assassinio. La persona che ha effettuato le chiamate avrebbe riferito che il governo sovietico stava tramando per uccidere Kennedy. In un'altra telefonata fatta invece il 24 novembre, due giorni dopo l'omicidio, avrebbe confermato che dietro alla morte di Jfk c'era Mosca.
La moglie di Oswald, Marina, che era russa, è menzionata in tutti i file: in uno di questi si spiegherebbe come uno studente marocchino abbia contattato la Cia dopo la sparatoria affermando di essere stato il suo ragazzo, anche se non si sa quale rilevanza possa avere l'informazione per l'indagine.

