Una battuta d’arresto ferma, almeno temporaneamente, i lavori dell’Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria nel territorio di Eboli.
Il Tar di Salerno ha annullato il provvedimento della Soprintendenza che escludeva il vincolo culturale sulla storica Casa Rurale del Fico, edificio che si trova sul tracciato previsto per il lotto 1A Battipaglia-Romagnano. La sentenza, depositata il 2 febbraio 2026, salva la struttura dalle ruspe di Rete Ferroviaria Italiana fino alla conclusione del nuovo iter amministrativo.
Sotto la lente dei periti era finita anche un’epigrafe del 1587 riferita al cardinale Carafa, incastonata nella facciata sud. La Soprintendenza sosteneva che il reperto fosse stato collocato solo dopo il 1991, rendendo l’elemento non associabile al fabbricato attuale.
Il proprietario dell’immobile, assistito dall’avvocato Lorenzo Lentini, ha contestato il diniego denunciando l’assenza di un confronto preventivo con la pubblica amministrazione. La Prima Sezione del Tar, presieduta da Antonio Andolfi, ha accolto il ricorso rilevando un vizioso procedimento per omissione del contraddittorio. Nella sentenza si sottolinea che “in caso di provvedimento discrezionale, l’omessa comunicazione del preavviso di rigetto comporta comunque la caducazione dell’atto viziato”. I giudici hanno richiamato l’obbligo per l’amministrazione di garantire la partecipazione del privato prima di una decisione definitiva.
Il Tar ha così annullato il provvedimento, imponendo al Ministero della Cultura di riaprire l’istruttoria e valutare nuovamente le perizie della proprietà. L’amministrazione dovrà riesercitare il potere decisionale, tenendo conto delle osservazioni del ricorrente, prima di esprimersi nuovamente sul vincolo culturale dell’edificio.
Il Tar di Salerno ha annullato il provvedimento della Soprintendenza che escludeva il vincolo culturale sulla storica Casa Rurale del Fico, edificio che si trova sul tracciato previsto per il lotto 1A Battipaglia-Romagnano. La sentenza, depositata il 2 febbraio 2026, salva la struttura dalle ruspe di Rete Ferroviaria Italiana fino alla conclusione del nuovo iter amministrativo.
Sospesa la demolizione della “Casa Rurale del Fico” a Eboli
La vicenda trae origine dal diniego della Soprintendenza di Salerno e Avellino, emesso il 10 febbraio 2025. L’ente aveva escluso l’interesse culturale dell’immobile nonostante fosse attestata la presenza di un fabbricato rurale nell’area sin dal 1757, successivamente appartenuto ai “Padri Cinesi” e censito nel catasto del 1886. Secondo i tecnici ministeriali, i danni causati dal sisma del 1980 e gli interventi in cemento armato avrebbero modificato significativamente la struttura originaria.Sotto la lente dei periti era finita anche un’epigrafe del 1587 riferita al cardinale Carafa, incastonata nella facciata sud. La Soprintendenza sosteneva che il reperto fosse stato collocato solo dopo il 1991, rendendo l’elemento non associabile al fabbricato attuale.
Il proprietario dell’immobile, assistito dall’avvocato Lorenzo Lentini, ha contestato il diniego denunciando l’assenza di un confronto preventivo con la pubblica amministrazione. La Prima Sezione del Tar, presieduta da Antonio Andolfi, ha accolto il ricorso rilevando un vizioso procedimento per omissione del contraddittorio. Nella sentenza si sottolinea che “in caso di provvedimento discrezionale, l’omessa comunicazione del preavviso di rigetto comporta comunque la caducazione dell’atto viziato”. I giudici hanno richiamato l’obbligo per l’amministrazione di garantire la partecipazione del privato prima di una decisione definitiva.
Il Tar ha così annullato il provvedimento, imponendo al Ministero della Cultura di riaprire l’istruttoria e valutare nuovamente le perizie della proprietà. L’amministrazione dovrà riesercitare il potere decisionale, tenendo conto delle osservazioni del ricorrente, prima di esprimersi nuovamente sul vincolo culturale dell’edificio.

