Il tragico presentimento si è rivelato, purtroppo, corretto: il cadavere del piccolo Mattia Luconi, il bimbo disperso da 8 giorni nell’alluvione delle Marche, è stato ritrovato. Il macabro ritrovamento è stato fatto dai Carabinieri, il corpicino della giovane vittima era avvolto dal fango e ormai in avanzato stato di decomposizione.
Alluvione Marche, il cadavere di Mattia Luconi è stato ritrovato
Una piccola speranza riempiva ancora il cuore di tutti ma il presentimento era tragico e purtroppo oggi è stato confermato. Il corpo senza vita del piccolo Mattia è stato rinvenuto dopo 8 giorni di ricerche. Il macabro ritrovamento è stato fatto dai Carabinieri, il corpicino della giovane vittima era avvolto dal fango e ormai in avanzato stato di decomposizione.Il riconoscimento tramite Dna
Proprio a causa dell'avanzato stato di decomposizione sarà necessario procedere con il riconoscimento ufficiale attraverso l'esame del Dna. Ma con tutta probabilità il corpo appartiene al bimbo strappato dalle braccia della madre dall'alluvione. L'ipotesi confermata dalla una maglietta: sarebbe la stessa che il piccolo indossava al momento della scomparsa.Mattia Luconi disperso dopo l’alluvione delle Marche: trovate le scarpe
Non solo lo zainetto: sono state ritrovate anche le scarpe del piccolo Mattia Luconi, il bambino di 8 anni disperso nell’alluvione che ha colpito le Marche lo scorso 15 settembre. Mattia era stato strappato dalle braccia della madre nel territorio di Castelleone di Suasa e trascinato via da un’ondata di acqua e fango. Martedì mattina le ricerche si sono concentrate in un’ansa del torrente Nevola dove c’è una strettoia, per poi proseguire verso valle.Ritrovato lo zainetto di Mattia
Lunedì 19 settembre, è stato ritrovato lo zainetto di Mattia, il bimbo di otto anni disperso da giovedì scorso durante la piena del Misa, nell’Anconetano. Lo zaino è stato rinvenuto a otto chilometri di distanza dal punto in cui l’acqua e il fango lo avevano strappato alle braccia della madre. La scoperta, da quanto si è appreso, è avvenuta domenica pomeriggio lungo la strada tra Ripalta di Arcevia e Castelleone di Suasa. I soccorritori ritengono che questa scoperta possa facilitare l’eventuale recupero del corpo del bambino. Per i genitori, che hanno riconosciuto lo zainetto, la notizia è stata “una stilettata”, come ha detto il papà, Tiziano Luconi, che però non vuole abbandonare la speranza: “Spero di ritrovarlo magari svenuto, nascosto perché si è impaurito ed è fuggito da qualche parte, tornerò in quell’inferno ma lo trovo vivo“.Alluvione Marche: il racconto di Silvia Mereu, la madre di Mattia
Si chiama Silvia Mereu la madre di Mattia, il bambino disperso dopo l’alluvione delle Marche. La 42enne, farmacista di Barbara, è stata salvata dai pompieri mentre suo figlio, 8 anni, risulta nell’elenco delle persone disperse. Per la sua ricerca nel territorio di Castellone di Suasa è stato usato anche un termoscanner. Silvia è ricoverata in ospedale con un principio di polmonite. Dall’ospedale, ai microfoni di Repubblica, la donna ha raccontato cosa è successo:“Avevo appena lasciato la farmacia, erano le 20, massimo 20,30. Mattia aveva trascorso il pomeriggio dal padre. A Barbara non pioveva, io e Mattia abitiamo a San Lorenzo in Campo. Avrò percorso in auto sulla Corinaldese meno di una decina di chilometri. Ha iniziato a piovere e poi ho visto quell’onda marrone arrivare come una furia verso di noi”A quel punto ha tentato di tornare indietro ma è arrivata un’altra ondata dal Nevola. A quel punto ha deciso di scendere dall’auto con il figlio: “Mattia è autistico. Non parla ma aveva negli occhi il terrore. Cercavo di tranquillizzarlo. Ho slacciato le cinture e ci siamo ritrovati in quel mare di detriti”. Quando è arrivata un’altra ondata, racconta Silvia, Mattia le è scivolato dalle braccia: “L’ho visto aggrappato a un tronco. Io provavo a raggiungerlo, gli urlavo “La mamma è qua, amore”. Mi aggrappavo a rami, rocce, e poi sono salita su un albero. Ma da lì non l’ho visto più. C’era solo il nero attorno a me”. Silvia è rimasta per due ore ferma continuando a urlare. Fino all’arrivo dei soccorritori che l’hanno portata all’ospedale. «Non riesco a perdere la speranza. Lo so che non è razionale, sono trascorse quasi 24 ore. Ma io rivoglio mio figlio. Lancio un appello ai soccorritori: “Riportatelo alla sua mamma”.

