L'Ente Parco con sede a Vallo della Lucania ha avviato una drastica epurazione interna per fronteggiare la proliferazione incontrollata dei cinghiali sul territorio.
Dopo un'attenta ispezione sui registri delle attività, i vertici dell'area protetta hanno rimosso e rimpiazzato circa sessanta operatori ecologici abilitati al prelievo selettivo, risultati completamente inattivi sul campo nonostante l'emergenza in corso come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'obiettivo dichiarato a Vallo della Lucania è quello di ottimizzare le risorse e pretendere la massima efficienza da una rete che conta circa seicento figure formate, avvertendo che ulteriori espulsioni scatteranno nei prossimi mesi per chiunque non garantirà risultati concreti nella difesa delle coltivazioni e della pubblica incolumità.
Dopo un'attenta ispezione sui registri delle attività, i vertici dell'area protetta hanno rimosso e rimpiazzato circa sessanta operatori ecologici abilitati al prelievo selettivo, risultati completamente inattivi sul campo nonostante l'emergenza in corso come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Allarme fauna selvatica a Vallo della Lucania: azzerata la gestione cinghiali
La presidenza dell'organismo naturalistico ha annunciato una linea di massima severità, spiegando che i controlli verranno estesi capillarmente anche sulla tracciabilità dei capi abbattuti e sulla regolarità delle battute.L'obiettivo dichiarato a Vallo della Lucania è quello di ottimizzare le risorse e pretendere la massima efficienza da una rete che conta circa seicento figure formate, avvertendo che ulteriori espulsioni scatteranno nei prossimi mesi per chiunque non garantirà risultati concreti nella difesa delle coltivazioni e della pubblica incolumità.

