Scoppia la polemica nel comune di Scafati sulla gestione dei parcheggi a pagamento affidati alla società partecipata Acse S.p.A. A sollevare il caso è il presidente della commissione consiliare Garanzia e Trasparenza, Michele Grimaldi (PD), a seguito degli esiti dell'istruttoria condotta dall'organismo cittadino come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Grimaldi punta il dito contro il prolungamento del servizio tramite rinvii tecnici oltre i limiti Anac e del Codice dei Contratti, segnalando inoltre l'esistenza di «parcheggi e terreni fantasma» mai inseriti nell'inventario comunale.
Duro l'attacco politico del consigliere dem nei confronti del primo cittadino e della giunta: «Gli scafatesi pagano le tasse per servizi trasparenti ed efficienti, non per assistere allo show di un sindaco e di una giunta attenti solo ai social, ai video e alla propaganda. L'amministrazione è pagata per governare, non per fare campagna elettorale».
Il documento è stato inviato alla Corte dei Conti e agli organi di controllo competenti, con la richiesta di un'immediata regolarizzazione contrattuale per tutelare la comunità e il patrimonio dell'ente.
Scafati, bufera sulle strisce blu dell'Acse
La relazione, approvata con tre voti favorevoli e tre contrari, evidenzia che la municipalizzata starebbe incassando i proventi della sosta tariffata in assenza di un titolo giuridico valido: le proroghe risultano infatti scadute e la delibera di Consiglio non avrebbe efficacia poiché condizionata a un contratto di servizio che Palazzo Mayer non ha mai siglato.Grimaldi punta il dito contro il prolungamento del servizio tramite rinvii tecnici oltre i limiti Anac e del Codice dei Contratti, segnalando inoltre l'esistenza di «parcheggi e terreni fantasma» mai inseriti nell'inventario comunale.
Duro l'attacco politico del consigliere dem nei confronti del primo cittadino e della giunta: «Gli scafatesi pagano le tasse per servizi trasparenti ed efficienti, non per assistere allo show di un sindaco e di una giunta attenti solo ai social, ai video e alla propaganda. L'amministrazione è pagata per governare, non per fare campagna elettorale».
Il documento è stato inviato alla Corte dei Conti e agli organi di controllo competenti, con la richiesta di un'immediata regolarizzazione contrattuale per tutelare la comunità e il patrimonio dell'ente.

