L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) ha deciso di assumere un criminologo per trovare chi ha torturato e ucciso il gatto Leone ad Angri.
La storia del micio aveva suscitato un'ondata di solidarietà e mobilitazione in tutto il Paese. Angri fu teatro di veglie e manifestazioni con migliaia di persone che chiedevano giustizia, un caso tanto scioccante da approdare persino in Parlamento. Recentemente, le ceneri di Leone sono state restituite al canile municipale dopo la cremazione, a seguito del dissequestro della salma inizialmente trattenuta per gli accertamenti investigativi.
Nonostante il tempo trascorso, la ricerca del colpevole o dei colpevoli non ha ancora prodotto risultati. Decisa a non lasciare che il caso finisca nel dimenticatoio, Aidaa ha annunciato nuove iniziative per dare una svolta definitiva. Lorenzo Croce, il presidente dell'associazione, ha dichiarato la volontà di rinnovare l’impegno per fare giustizia: "Abbiamo realizzato dei video-appelli per raccogliere segnalazioni utili e far riaprire le indagini. Non possiamo permettere che questa barbarie resti impunita".
Croce ha inoltre rivelato che, a seguito delle molte segnalazioni ricevute nei giorni scorsi, l'associazione ha deciso di incaricare un criminologo per creare un profilo dei presunti responsabili. Il nome del professionista verrà rivelato a breve. "Siamo fiduciosi - conclude Croce - che questa volta riusciremo a fare passi decisivi verso la verità e assicurare alla giustizia chi si è macchiato di simili atrocità".
Il gatto Leone scuoiato vivo ad Angri: Aidaa assume criminologo per trovare chi lo ha ucciso
La tragica morte di Leone, il gatto che ha commosso l’Italia, continua a sollevare indignazione. L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) ha deciso di intensificare le azioni per individuare i responsabili delle torture che hanno portato al decesso dell'animale. Sono trascorsi oltre due anni e mezzo dal terribile episodio avvenuto ad Angri quando Leone fu trovato scuoiato vivo e morì dopo giorni di sofferenza nonostante gli sforzi dei volontari del canile di Cava dei Tirreni.La storia del micio aveva suscitato un'ondata di solidarietà e mobilitazione in tutto il Paese. Angri fu teatro di veglie e manifestazioni con migliaia di persone che chiedevano giustizia, un caso tanto scioccante da approdare persino in Parlamento. Recentemente, le ceneri di Leone sono state restituite al canile municipale dopo la cremazione, a seguito del dissequestro della salma inizialmente trattenuta per gli accertamenti investigativi.
Nonostante il tempo trascorso, la ricerca del colpevole o dei colpevoli non ha ancora prodotto risultati. Decisa a non lasciare che il caso finisca nel dimenticatoio, Aidaa ha annunciato nuove iniziative per dare una svolta definitiva. Lorenzo Croce, il presidente dell'associazione, ha dichiarato la volontà di rinnovare l’impegno per fare giustizia: "Abbiamo realizzato dei video-appelli per raccogliere segnalazioni utili e far riaprire le indagini. Non possiamo permettere che questa barbarie resti impunita".
Croce ha inoltre rivelato che, a seguito delle molte segnalazioni ricevute nei giorni scorsi, l'associazione ha deciso di incaricare un criminologo per creare un profilo dei presunti responsabili. Il nome del professionista verrà rivelato a breve. "Siamo fiduciosi - conclude Croce - che questa volta riusciremo a fare passi decisivi verso la verità e assicurare alla giustizia chi si è macchiato di simili atrocità".

