È approdata all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia l’inchiesta sull’aggressione subita dal sindaco di Castiglione del Genovesi, Carmine Siano, avvenuta nel giorno di Santo Stefano nei pressi della sua abitazione. Il trasferimento del fascicolo a un livello investigativo superiore rappresenta un passaggio rilevante, che riflette la valutazione di un episodio considerato dagli inquirenti potenzialmente riconducibile a un’azione intimidatoria.
Aggressione al sindaco di Castiglione del Genovesi, fascicolo alla Dda
L’indagine, avviata inizialmente dalla Procura ordinaria,
è ora oggetto di approfondimento da parte della Dda, chiamata a verificare eventuali collegamenti con contesti di criminalità organizzata o con dinamiche di pressione legate all’attività istituzionale del primo cittadino. Al momento, secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, non viene esclusa alcuna ipotesi. Il procedimento resta formalmente aperto contro ignoti.
Parallelamente al passaggio di competenza, prosegue l’attività investigativa dei carabinieri, impegnati in una ricostruzione dettagliata della dinamica dell’aggressione. I militari hanno effettuato sopralluoghi nell’area interessata, raccolto elementi utili e avviato l’ascolto di persone informate sui fatti, con l’obiettivo di acquisire ogni dettaglio utile a chiarire le circostanze e il contesto dell’episodio.
Un’attenzione specifica è rivolta all’analisi dell’attività amministrativa del Comune.
Gli investigatori stanno esaminando provvedimenti, atti e decisioni assunte dall’ente negli ultimi mesi, per verificare se possano aver generato contrasti o reazioni ostili. Si tratta di un passaggio ritenuto centrale per comprendere se l’aggressione possa essere stata collegata a scelte amministrative o a interessi contrari a quelli perseguiti dall’amministrazione comunale.
Secondo quanto emerge, le modalità dell’azione presenterebbero elementi ritenuti compatibili con un gesto non casuale, sia per il luogo che per il momento in cui si è verificato. Un aspetto che rafforza, agli occhi degli inquirenti, la pista dell’intimidazione personale e istituzionale, ipotesi ora al centro delle valutazioni della Direzione Distrettuale Antimafia.