Crescita record di 100 e lode all’esame di Maturità 2026 al Sud: oltre 14mila studenti ottengono il massimo dei voti lì dove le prove Invalsi vanno peggio.
I risultati ufficiali dell’esame di Maturità 2026 indicano un notevole aumento di studenti che hanno ottenuto 100 e lode, con oltre 14.000 promossi con encomio (2,9% del totale degli studenti, con più di trecento lodi in più rispetto all'anno scorso). Tuttavia, questo fenomeno si scontra nettamente con la realtà delle competenze nazionali misurate. Colpisce soprattutto come la geografia del merito si capovolga rispetto ai risultati delle prove Invalsi pubblicati poche settimane fa: le regioni con le percentuali più elevate di lodi sono quelle stesse che hanno ottenuto le performance peggiori nei test di italiano e matematica.
Questi numeri appaiono molto distanti dai dati delle regioni settentrionali: la Lombardia chiude con un modesto 1% di lodi (e il 2,8% di 100), il Veneto si attesta all’1,4% (con il 3,5% di 100) e il Piemonte si ferma all’1,6% (5% di 100). Nel Centro Italia, l’Umbria raggiunge i valori alti del Sud con il 4,7% di lodi, mentre il Lazio registra un più contenuto 2,3%. Si conferma così la distorsione per cui le aree geografiche con maggiori difficoltà di apprendimento certificate dalle rilevazioni nazionali finiscono per avere più maturandi con lode.
Il bilancio della Maturità 2026 evidenzia un cambiamento nelle fasce di voto più alte. Mentre aumentano i diplomati con lode, si osserva una riduzione significativa dei 100/100 senza lode: la quota scende al 5,3% rispetto al 7,1% dell'anno precedente. I licei restano la principale fucina dei voti massimi. Il liceo classico mantiene la prima posizione assoluta con l’8% degli studenti che ottengono la lode, seguito dallo scientifico al 6,1%. Ritorna invece al 6% il liceo internazionale, ridimensionando il picco dell’anno precedente.
Maturità 2026, crescita record di 100 e lode al Sud: voti alti dove le prove Invalsi vanno peggio
Oltre 14mila studenti ottengono il massimo dei voti, ma la distribuzione dell'eccellenza scolastica contraddice i dati sulle competenze reali pubblicati tre settimane fa. Calabria e Puglia superano il 6% di lodi, mentre la Lombardia si ferma all'1%. Il liceo classico si conferma al vertice.I risultati ufficiali dell’esame di Maturità 2026 indicano un notevole aumento di studenti che hanno ottenuto 100 e lode, con oltre 14.000 promossi con encomio (2,9% del totale degli studenti, con più di trecento lodi in più rispetto all'anno scorso). Tuttavia, questo fenomeno si scontra nettamente con la realtà delle competenze nazionali misurate. Colpisce soprattutto come la geografia del merito si capovolga rispetto ai risultati delle prove Invalsi pubblicati poche settimane fa: le regioni con le percentuali più elevate di lodi sono quelle stesse che hanno ottenuto le performance peggiori nei test di italiano e matematica.
Quali regioni hanno ottenuto più 100 e lode
Il paradosso del sistema di valutazione italiano emerge nel divario tra Nord e Sud, con differenze abissali. In cima alla lista delle lodi si posizionano Calabria e Puglia, entrambe con il 6,1% di 100 e lode sui propri candidati. Sommando le lodi ai 100/100, la Calabria raggiunge il 16% di diplomati con il massimo dei voti, seguita dalla Puglia al 14%. Anche in Sicilia (4,7% di lodi) e Campania (4,4%) si registrano cifre rilevanti.Questi numeri appaiono molto distanti dai dati delle regioni settentrionali: la Lombardia chiude con un modesto 1% di lodi (e il 2,8% di 100), il Veneto si attesta all’1,4% (con il 3,5% di 100) e il Piemonte si ferma all’1,6% (5% di 100). Nel Centro Italia, l’Umbria raggiunge i valori alti del Sud con il 4,7% di lodi, mentre il Lazio registra un più contenuto 2,3%. Si conferma così la distorsione per cui le aree geografiche con maggiori difficoltà di apprendimento certificate dalle rilevazioni nazionali finiscono per avere più maturandi con lode.
Il bilancio della Maturità 2026 evidenzia un cambiamento nelle fasce di voto più alte. Mentre aumentano i diplomati con lode, si osserva una riduzione significativa dei 100/100 senza lode: la quota scende al 5,3% rispetto al 7,1% dell'anno precedente. I licei restano la principale fucina dei voti massimi. Il liceo classico mantiene la prima posizione assoluta con l’8% degli studenti che ottengono la lode, seguito dallo scientifico al 6,1%. Ritorna invece al 6% il liceo internazionale, ridimensionando il picco dell’anno precedente.

