La riforma della normativa contro la violenza sulle donne riaccende il confronto politico. La senatrice Anna Bilotti, esponente del Movimento 5 Stelle, interviene con fermezza sul tema del consenso, definendo “propagandistica” l’impostazione assunta dalla maggioranza. L’occasione è stata l’incontro pubblico dal titolo “Ti avevo detto no. Dal consenso al dissenso: la riforma della legge contro la violenza sulle donne”, promosso dal gruppo territoriale del M5S di Avellino.
Il nodo del consenso nella riforma
Secondo la parlamentare, il punto centrale del dibattito resta il principio del consenso esplicito. Bilotti ha evidenziato come, dopo l’approvazione alla Camera di un testo condiviso, siano emerse critiche da parte di esponenti della stessa maggioranza che avevano votato a favore del provvedimento.
La senatrice ha sottolineato che ipotizzare un rischio generalizzato di denunce infondate o accuse strumentali non troverebbe, a suo avviso, fondamento giuridico. “Quando la politica vuole davvero risolvere un problema cerca il dialogo. Quando invece punta alla propaganda, polarizza il confronto”,ha dichiarato.
“Senza consenso si torna a colpevolizzare la vittima”
Nel suo intervento, Bilotti ha ribadito che eliminare o ridimensionare il principio del consenso significherebbe, a suo giudizio, un passo indietro sul piano culturale e giuridico. “La libertà e l’autodeterminazione delle donne non possono diventare terreno di scontro politico”, ha affermato.
La senatrice ha richiamato il principio sintetizzato dallo slogan “solo sì è sì”, evidenziando che l’assenza di un consenso chiaro rischia di spostare l’attenzione dal comportamento dell’aggressore a quello della vittima. “Il consenso non è una sfumatura interpretativa: esiste oppure non esiste”, ha concluso.
Un confronto politico ancora aperto
Il tema resta al centro del dibattito parlamentare. Dopo un iniziale voto unanime alla Camera, le posizioni tra maggioranza e opposizione si sono differenziate, aprendo una nuova fase di confronto sulla riforma della legge in materia di contrasto alla violenza di genere.
Il confronto politico proseguirà nelle prossime settimane, mentre associazioni e movimenti continuano a chiedere una normativa chiara e coerente con i principi di tutela delle vittime.

