Il porticciolo di Pastena è diventato lo scenario di un durissimo scontro fisico che ha riacceso la tensione politica in città, proiettando nuovamente il territorio in una spirale di violenza ideologica che ricorda i passati decenni di piombo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
All'origine dei disordini c'è la forte contrapposizione legata alle imminenti celebrazioni per la scomparsa del militante del Fuan, Carlo Falvella, ucciso nel 1972, una ricorrenza che quest'anno sta registrando una polarizzazione senza precedenti a causa di un fitto programma di eventi che vede contrapposti la destra radicale e i movimenti della sinistra locale.
La miccia è stata innescata durante il tentativo di affissione di alcuni manifesti pubblicitari relativi a una fiaccolata commemorativa. Da quel momento, le versioni fornite dai due schieramenti divergono totalmente, pur concordando entrambe sulla gravità delle violenze subite.
I portavoce regionali di CasaPound hanno denunciato un vero e proprio agguato premeditato da parte degli antagonisti, sostenendo di essere stati accerchiati da un gruppo superiore di persone armate di sassi e bastoni e di aver semplicemente respinto l'attacco. Di parere opposto la rete dei frequentatori dello spazio sociale del porticciolo, che in quel momento stava allestendo i dettagli dell'evento locale "Sporticciolo"; secondo la loro ricostruzione, si sarebbe trattato di una spedizione punitiva di stampo squadrista operata da soggetti muniti di tirapugni e cinghie che avrebbero bloccato l'accesso all'area prima di far scattare la carica.
La vicenda ha immediatamente assunto una forte rilevanza politica a Palazzo di Città, sollevando un'aspra polemica istituzionale. Al centro della contestazione c'è l'utilizzo del Salone dei Marmi del Comune di Salerno per la presentazione del volume biografico scritto da Tony Fabrizio. L'associazione Memoria in Movimento e il Comitato 25 Aprile hanno condannato fermamente l'accaduto, parlando di un rischioso processo di sdoganamento del neofascismo e chiedendo l'immediato annullamento della concessione degli spazi pubblici.
Sulla stessa linea di fermezza si sono schierati i consiglieri comunali di opposizione e maggioranza Lanocita, Russolillo, Amendola e Avella, che insieme all'esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Gammaldi, hanno inviato una dura nota formale al sindaco Vincenzo De Luca per esigere il rispetto della memoria democratica e antifascista della sede del governo cittadino.
Caccia ai responsabili dopo i disordini al porticciolo di Pastena
La Digos, sotto la direzione delle autorità competenti, ha già acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza e raccolto le prime testimonianze per fare luce sulla dinamica della maxirissa, scoppiata nella notte tra mercoledì e giovedì dopo un primo tempestivo intervento dei Carabinieri.All'origine dei disordini c'è la forte contrapposizione legata alle imminenti celebrazioni per la scomparsa del militante del Fuan, Carlo Falvella, ucciso nel 1972, una ricorrenza che quest'anno sta registrando una polarizzazione senza precedenti a causa di un fitto programma di eventi che vede contrapposti la destra radicale e i movimenti della sinistra locale.
La miccia è stata innescata durante il tentativo di affissione di alcuni manifesti pubblicitari relativi a una fiaccolata commemorativa. Da quel momento, le versioni fornite dai due schieramenti divergono totalmente, pur concordando entrambe sulla gravità delle violenze subite.
I portavoce regionali di CasaPound hanno denunciato un vero e proprio agguato premeditato da parte degli antagonisti, sostenendo di essere stati accerchiati da un gruppo superiore di persone armate di sassi e bastoni e di aver semplicemente respinto l'attacco. Di parere opposto la rete dei frequentatori dello spazio sociale del porticciolo, che in quel momento stava allestendo i dettagli dell'evento locale "Sporticciolo"; secondo la loro ricostruzione, si sarebbe trattato di una spedizione punitiva di stampo squadrista operata da soggetti muniti di tirapugni e cinghie che avrebbero bloccato l'accesso all'area prima di far scattare la carica.
La vicenda ha immediatamente assunto una forte rilevanza politica a Palazzo di Città, sollevando un'aspra polemica istituzionale. Al centro della contestazione c'è l'utilizzo del Salone dei Marmi del Comune di Salerno per la presentazione del volume biografico scritto da Tony Fabrizio. L'associazione Memoria in Movimento e il Comitato 25 Aprile hanno condannato fermamente l'accaduto, parlando di un rischioso processo di sdoganamento del neofascismo e chiedendo l'immediato annullamento della concessione degli spazi pubblici.
Sulla stessa linea di fermezza si sono schierati i consiglieri comunali di opposizione e maggioranza Lanocita, Russolillo, Amendola e Avella, che insieme all'esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Gammaldi, hanno inviato una dura nota formale al sindaco Vincenzo De Luca per esigere il rispetto della memoria democratica e antifascista della sede del governo cittadino.

