Cronaca

Vallo, accusato di maltrattamenti e stalking all’ex moglie: maresciallo dei carabinieri assolto dopo cinque anni

Martina Francione
Vallo, accusato di maltrattamenti e stalking all’ex moglie: maresciallo dei carabinieri assolto dopo cinque anni

Si chiude con un’assoluzione dopo cinque anni la vicenda giudiziaria che ha coinvolto un maresciallo maggiore dei carabinieri, finito a processo per presunti maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della moglie, dalla quale era in corso la separazione. Il giudice Ragucci del Tribunale di Vallo della Lucania ha pronunciato la sentenza perché «il fatto non sussiste». Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Vallo, maresciallo dei carabinieri assolto dalle accuse di maltrattamenti all’ex moglie

Il procedimento era nato dalla denuncia presentata dalla donna nel pieno della crisi coniugale. Le accuse riguardavano una serie di condotte che, secondo l’impostazione iniziale, avrebbero provocato nella moglie uno stato di ansia e paura.

Al militare venivano contestati presunti comportamenti vessatori di natura psicologica, episodi di violenza fisica, minacce e pedinamenti. Tra gli elementi finiti nel fascicolo figuravano anche alcuni messaggi inviati tramite WhatsApp, in certi casi accompagnati da collegamenti ad articoli di cronaca relativi a violenze contro le donne e suicidi di appartenenti all’Arma.

Le contestazioni comprendevano inoltre un presunto episodio di aggressione risalente al gennaio 2020, il ricorso a un investigatore privato e l’installazione di dispositivi di geolocalizzazione sull’automobile della moglie.

Il trasferimento e la misura cautelare poi revocata

Dopo la denuncia, il maresciallo era stato trasferito per ragioni di servizio dalla Compagnia dei carabinieri di Vallo della Lucania a quella di Sala Consilina, con conseguenze anche sul piano professionale. Nel gennaio 2022 era quindi arrivato il rinvio a giudizio.

Durante il procedimento il militare era stato sottoposto anche alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Il provvedimento era stato successivamente revocato dal Tribunale del Riesame, che aveva accolto le argomentazioni presentate dalla difesa. A distanza di cinque anni dall’avvio della vicenda giudiziaria è arrivata ora la decisione del Tribunale: assoluzione perché «il fatto non sussiste».

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