Omicidio Walter Avallone ad Agropoli, dalle immagini del presunto killer al mistero del movente: tutto quello che sappiamo
Il vigilante di 55 anni è stato ucciso con un colpo di pistola alla gola nella zona di Trentova. Le telecamere avrebbero ripreso l'uomo che era con lui e la sua fuga a piedi. Al vaglio i rapporti professionali della vittima, mentre restano introvabili l'arma e il telefono. Martedì 20 ottobre l'autopsia

Un uomo ripreso dalle telecamere mentre si allontana a piedi dal parcheggio di Trentova, due borse portate via dopo il delitto, un colpo di pistola esploso all'interno di un'automobile e un incontro che potrebbe essere finito nel sangue. Sono questi alcuni degli elementi attorno ai quali si concentrano le indagini sull'omicidio di Walter Avallone, il vigilante di 55 anni originario di Eboli trovato senza vita martedì 13 ottobre ad Agropoli. A distanza di due giorni dalla scoperta del cadavere, la ricostruzione degli ultimi momenti dell'uomo comincia ad assumere contorni più precisi, ma rimangono ancora senza risposta gli interrogativi principali: chi lo ha ucciso, per quale motivo e cosa ci faceva in quel parcheggio nei pressi della baia di Trentova?
L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, è affidata ai carabinieri, che stanno esaminando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza, ricostruendo gli spostamenti della vittima e verificando i suoi rapporti personali e professionali. Le novità emerse nelle ultime ore sembrerebbero indicare che Avallone non fosse solo quando ha raggiunto il luogo dell'omicidio. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione investigativa ancora da confermare nella sua interezza.
Le immagini delle telecamere: Avallone sarebbe arrivato insieme al suo assassino
La novità più importante riguarda proprio le registrazioni delle telecamere presenti nella zona di Trentova. Secondo quanto emerso dalle ultime indiscrezioni investigative, Walter Avallone avrebbe raggiunto il parcheggio a bordo della propria Ford B-Max bianca insieme a un altro uomo. I due avrebbero viaggiato nella stessa automobile e, una volta arrivati nello spiazzo sterrato, sarebbero rimasti all'interno dell'abitacolo.
Il vigilante si sarebbe trovato al posto di guida, mentre il suo accompagnatore avrebbe occupato il sedile del passeggero. Sarebbero trascorsi pochi minuti prima dello sparo che ha raggiunto il 55enne alla gola, provocandone la morte.
Tra i due, secondo una delle ricostruzioni riportate dalla stampa locale, ci sarebbe stata anche una discussione. Non è ancora chiaro, però, se gli investigatori abbiano acquisito elementi sufficienti a confermare l'esistenza di una lite né quale ne sarebbe stata la causa.
Dopo il colpo, l'uomo che si trovava con Avallone sarebbe sceso dalla vettura e si sarebbe allontanato a piedi. Una sequenza che, qualora venisse definitivamente confermata, potrebbe rappresentare uno degli elementi più importanti per identificare il responsabile.
Il presunto assassino ripreso mentre fugge: il cappellino, i vestiti scuri e le borse
Le telecamere avrebbero immortalato una persona mentre lascia la zona del parcheggio. Secondo le informazioni pubblicate nelle ultime ore, l'uomo indosserebbe un cappellino, una maglia scura e pantaloni neri. Con sé avrebbe portato due borse, descritte anche come uno zaino e una borsa a tracolla.
Un dettaglio che potrebbe avere un peso significativo nelle indagini. Gli investigatori dovranno infatti accertare a chi appartenessero gli oggetti, cosa contenessero e se siano stati prelevati dall'automobile dopo l'omicidio.
Le immagini, stando alle ricostruzioni disponibili, non consentirebbero di distinguere chiaramente il volto della persona ripresa. Il materiale acquisito potrebbe comunque fornire indicazioni utili attraverso l'abbigliamento, gli spostamenti e l'eventuale passaggio davanti ad altri sistemi di videosorveglianza.
Rimane da chiarire soprattutto l'identità dell'uomo che avrebbe accompagnato Avallone a Trentova. La circostanza che i due possano aver viaggiato insieme apre all'ipotesi di un incontro concordato o comunque di un rapporto preesistente, ma non dimostra da sola quale fosse la natura della loro conoscenza.
La scoperta del cadavere martedì 13 ottobre
La vicenda è emersa nella mattinata di martedì 13 ottobre, quando un carabiniere in congedo, impegnato in una corsa nella zona dell'oasi naturalistica di Trentova, ha notato una Ford B-Max bianca parcheggiata in uno spiazzo sterrato.
Uno degli sportelli della vettura era aperto. L'uomo si è avvicinato e ha scoperto il corpo del conducente, riverso sul sedile in una pozza di sangue. È stato immediatamente lanciato l'allarme, ma all'arrivo dei soccorritori per Avallone non c'era più nulla da fare.
Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 10.30. Il parcheggio, particolarmente frequentato durante la stagione estiva per la vicinanza alla baia, in questo periodo dell'anno è generalmente meno affollato.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Agropoli, guidata dal capitano Guido Carlo Decugis, gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche di Salerno, gli agenti della polizia municipale e i sanitari. Nell'area è arrivato anche il procuratore capo di Vallo della Lucania, Francesco Rotondo.
L'automobile è stata sottoposta a sequestro e gli specialisti hanno eseguito i rilievi necessari alla ricerca di tracce utili a ricostruire quanto accaduto nell'abitacolo.
La ferita alla gola e la scoperta del colpo di pistola
Nelle prime ore successive al ritrovamento si era diffusa l'ipotesi che il vigilante fosse stato ucciso con un'arma da taglio. A suggerirlo era stata la profonda ferita visibile nella zona del collo, inizialmente interpretata come una lesione provocata da un coltello.
I successivi accertamenti hanno però modificato il quadro. Walter Avallone è stato raggiunto alla gola da un colpo d'arma da fuoco. Un elemento che ha orientato definitivamente le indagini verso l'omicidio.
La pistola utilizzata non è stata ritrovata all'interno dell'automobile e, secondo le informazioni disponibili, resta ancora da recuperare.
Non sono stati resi noti dettagli conclusivi sul tipo di arma impiegata, sulla distanza dalla quale sarebbe stato esploso il colpo o sull'esatta posizione dell'autore dello sparo. Aspetti che potranno essere approfonditi attraverso gli accertamenti balistici e medico-legali.
Il telefono cellulare scomparso e gli ultimi spostamenti del vigilante
Un altro elemento ancora da chiarire riguarda il telefono cellulare della vittima, che non sarebbe stato ritrovato. Un'assenza sulla quale si concentra l'attenzione degli investigatori, impegnati a ricostruire le ultime ore di vita del 55enne.
Il dispositivo potrebbe contenere informazioni rilevanti sui contatti, sugli appuntamenti e sulle comunicazioni precedenti all'omicidio. Non è tuttavia accertato se sia stato portato via dall'assassino oppure se si trovi altrove.
Gli investigatori stanno esaminando anche le registrazioni delle telecamere collocate lungo le strade di accesso alla baia. Particolare attenzione è rivolta a via Fontana dei Monaci, dove sono presenti diversi impianti di videosorveglianza.
Il passaggio dell'automobile di Avallone sarebbe stato registrato nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre. Le verifiche dovranno consentire di stabilire con maggiore precisione a che ora sia arrivato a Trentova, quali spostamenti abbia compiuto e chi si trovasse effettivamente a bordo.
Resta infatti da definire anche l'orario della morte, un elemento fondamentale per confrontare i risultati degli accertamenti scientifici con quanto emerge dalle registrazioni.
Chi era Walter Avallone e perché si indaga anche sul suo lavoro
Walter Avallone aveva 55 anni, era originario di Eboli e lavorava come vigilante. Era separato e padre di due figlie. La sua attività professionale si svolgeva prevalentemente nell'area ebolitana.
Proprio il contesto lavorativo rappresenta uno degli ambiti sui quali si stanno concentrando gli approfondimenti degli investigatori. I carabinieri stanno ricostruendo i rapporti professionali dell'uomo, i suoi contatti più recenti e gli eventuali appuntamenti avuti prima di raggiungere Agropoli.
Questo non significa che il movente sia necessariamente collegato al lavoro. Al momento non risultano elementi pubblici sufficienti per attribuire l'omicidio a contrasti professionali, questioni economiche oppure vicende personali.
Il punto da chiarire è anche perché Avallone si trovasse a Trentova, una località distante dall'area nella quale svolgeva abitualmente la propria attività.
Se venisse confermato che aveva raggiunto il parcheggio insieme a una persona conosciuta, diventerebbe fondamentale ricostruire il motivo dell'incontro e i rapporti intercorsi tra i due.
Nessun fermo confermato: smentite le indiscrezioni circolate a Eboli
Nelle ore successive all'omicidio si era diffusa la notizia di un presunto fermo eseguito a Eboli nell'ambito delle indagini. Una circostanza successivamente smentita.
Al 15 ottobre non risulta confermato alcun fermo per l'omicidio di Walter Avallone. Le indagini proseguono dunque senza che sia stata resa pubblica l'identità di un presunto responsabile.
Anche le immagini delle telecamere, per quanto potenzialmente importanti, devono essere interpretate nell'ambito di un quadro investigativo più ampio. La presenza di un uomo nei filmati non può essere considerata, da sola, prova definitiva della sua responsabilità.
L'autopsia fissata per martedì 20 ottobre
Un passaggio particolarmente importante per l'inchiesta sarà rappresentato dall'autopsia sul corpo della vittima, prevista per martedì 20 ottobre e affidata al medico legale Adamo Maiese.
L'esame dovrà contribuire a chiarire le caratteristiche della ferita mortale, la traiettoria del proiettile e, nei limiti consentiti dagli accertamenti medico-legali, l'epoca del decesso.
I risultati potranno essere confrontati con gli elementi acquisiti attraverso le telecamere e con quelli raccolti durante i rilievi effettuati nell'automobile.
Resta inoltre da stabilire se siano presenti ulteriori elementi utili a comprendere cosa sia accaduto prima dello sparo.
Le domande ancora senza risposta sull'omicidio di Trentova
A due giorni dal ritrovamento del corpo, gli investigatori dispongono di una serie di elementi che potrebbero consentire di ricostruire gli ultimi momenti di Walter Avallone. Le telecamere sembrerebbero aver documentato la presenza di un'altra persona e il suo successivo allontanamento, ma l'intera sequenza deve ancora essere chiarita.
Il movente rimane il principale interrogativo. Non è noto se l'omicidio sia maturato al termine di una discussione improvvisa oppure se chi ha sparato avesse già intenzione di uccidere. Non è stato chiarito neppure se il luogo dell'incontro fosse stato scelto dalla vittima, dal suo accompagnatore o da entrambi.
Ci sono poi gli oggetti mancanti: il telefono cellulare, l'arma del delitto e le borse che l'uomo ripreso dalle telecamere avrebbe portato con sé. Elementi diversi, ma potenzialmente collegati alla ricostruzione di quanto accaduto.
L'inchiesta prosegue sotto il coordinamento della Procura di Vallo della Lucania, mentre i carabinieri cercano di dare un nome all'uomo che avrebbe lasciato a piedi il parcheggio di Trentova.
La certezza, per il momento, è che Walter Avallone sia stato ucciso con un colpo di pistola all'interno della propria automobile. Tutto il resto, dal motivo dell'incontro all'identità dell'assassino, rimane al centro di un'indagine ancora aperta.




