Vaccinazioni pediatriche in Campania: i dati del Ministero della Salute mostrano buone coperture nei primi anni, ma ritardi nei richiami prescolari e adolescenziali, soprattutto nel Sud. Lo riporta Il Mattino.
Vaccinazioni pediatriche in Campania: coperture sopra il 90%, ma richiami ancora insufficienti
Le coperture vaccinali nell’età pediatrica e adolescenziale restano complessivamente stabili in Italia, ma continuano a non raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità. È quanto emerge dai dati aggiornati al 31 dicembre 2024 diffusi dal Ministero della Salute, che fotografano una situazione a due velocità, con buoni livelli nei primi anni di vita e significative criticità nelle fasi successive, in particolare in alcune regioni del Sud e in Campania. I numeri fanno riferimento alle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per diverse coorti: i bambini nati tra il 2020 e il 2022, oggi tra i 2 e i 4 anni, quelli del 2016 e 2017 per i richiami in età prescolare e, infine, i nati nel 2006 e 2008 per il monitoraggio delle coperture in adolescenza.
Per i bambini di 24 mesi, la copertura contro la poliomielite si attesta al 94,45%, leggermente al di sotto della soglia del 95% indicata dall’Oms. Valori simili si registrano per il morbillo, con il 94,77%, mentre la varicella raggiunge il 93,87%. Tra le vaccinazioni raccomandate, la copertura è pari al 79,44% per il meningococco B e al 90,05% per l’anti-pneumococcica.
Migliora la situazione nelle coorti successive: a 36 mesi la copertura per la polio sale al 95,15%, mentre a 48 mesi sia polio che morbillo superano la soglia del 95%. Diverso, invece, il quadro in età prescolare, tra i 5 e i 6 anni, fase in cui l’intensificarsi della vita di comunità renderebbe particolarmente necessaria una protezione più solida. In questa fascia, la quarta dose antipolio e la seconda dose antimorbillo si fermano mediamente tra l’84% e l’86%. Ancora più evidente il rallentamento delle coperture in adolescenza. Tra i sedicenni, la protezione contro la polio scende al 65,62%, mentre quella per la rosolia è pari al 92,95%. Per i diciottenni si registra un aumento della copertura contro la difterite, che raggiunge il 76,69%.
Il dettaglio regionale mette in luce un marcato divario territoriale. Undici regioni superano il 95% di copertura per la polio a 24 mesi, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Molise. La Campania, con una copertura del 93,42%, resta al di sotto dell’obiettivo, mentre Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano mostrano i dati più bassi, rispettivamente con l’85,13% e l’87,11%. Per il morbillo, la copertura a 24 mesi varia dall’87,98% della Sicilia al 98,11% del Molise. Differenze significative emergono anche nelle età prescolari e adolescenziali, con valori inferiori al 90% in Campania, Lazio, Abruzzo, Sicilia e nella Provincia autonoma di Bolzano.
L’allarme sull’influenza
Sul fronte della prevenzione stagionale, i pediatri rilanciano l’importanza della vaccinazione antinfluenzale. Antonio D’Avino, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), sottolinea l’impegno della categoria non solo nella somministrazione dei vaccini, ma anche nell’informazione alle famiglie. In vista delle festività, l’appello è rivolto ai genitori, considerando il rischio di un picco influenzale particolarmente insidioso per i pazienti più fragili.
La campagna vaccinale prevede la somministrazione gratuita del vaccino antinfluenzale a tutti i bambini sani tra i 6 mesi e i 6 anni, fascia considerata a rischio e principale veicolo di diffusione del virus. Le previsioni, basate sull’andamento della stagione australe, indicano un’influenza potenzialmente più aggressiva, con un picco atteso tra gennaio e febbraio e fino a 20 milioni di casi nel Paese.
Secondo la Fimp, i bambini tra 0 e 4 anni rientrano tra le categorie più colpite, a causa di un sistema immunitario ancora immaturo. Per questo, l’invito alla vaccinazione riguarda non solo i bambini con patologie croniche, ma anche quelli sani, soprattutto se frequentano asili nido o scuole dell’infanzia, individuati come serbatoio naturale dell’infezione. Il vaccino disponibile dai 6 mesi ai 2 anni è a virus inattivato e viene somministrato per via iniettiva; dai 2 ai 18 anni è prevista anche la formulazione a virus vivi attenuati, somministrata tramite spray nasale.

