La presidente Rosaria Vicidomini interviene sul comunicato diffuso dalla banca: «La trasparenza non può ridursi a una dichiarazione d’intenti. Servono dati, criteri, graduatorie e risultati verificabili».
Secondo l’Unione dei Soci, tuttavia, la reiterazione di tali principi non può sostituire la pubblicazione di dati, documenti e risultati verificabili. «Il comunicato dedica molto spazio alla celebrazione del Consiglio di Amministrazione e delle scelte compiute dalla governance, ma fornisce pochissimi elementi concreti sulla procedura», dichiara la presidente dell’Unione dei Soci della BCC, Rosaria Vicidomini.
«Non sono indicati i nomi dei vincitori, non viene pubblicata la graduatoria, non sono resi noti i punteggi e non vengono illustrati i criteri attraverso i quali sono state attribuite le valutazioni finali. Non conosciamo neppure il numero dei partecipanti alle diverse fasi né i risultati ottenuti nelle prove. In queste condizioni viene chiesto ai candidati, ai soci e ai cittadini di fidarsi esclusivamente della parola dell’istituzione».
Per l’Unione dei Soci, la fiducia non può essere fondata su un atto di fede, ma deve nascere dalla possibilità di verificare le scelte compiute. «La trasparenza non consiste nell’affermare di essere trasparenti», prosegue Vicidomini. «Significa rendere conoscibili i dati, i criteri, le graduatorie, i punteggi e le modalità di valutazione. Una selezione realmente meritocratica non teme la pubblicità dei propri risultati, ma considera la loro pubblicazione il naturale completamento del procedimento».
La presidente dell’associazione richiama anche il significato concreto del merito, termine più volte utilizzato nel comunicato di BCC Campania Centro. «Il merito non è una formula retorica e non è uno slogan. È una misura. Significa spiegare perché una persona sia risultata più adatta di un’altra, rendere comprensibili i criteri di valutazione e consentire anche a chi non è stato selezionato di sapere dove abbia perso punti e in quali aspetti possa migliorare. Una banca che afferma di fondare le proprie decisioni esclusivamente sul merito dovrebbe essere la prima a mettere a disposizione ogni elemento necessario per dimostrarlo».
Secondo l’Unione dei Soci, il merito non può essere certificato attraverso un comunicato stampa, ma soltanto attraverso documenti verificabili e procedure realmente accessibili. L’associazione rileva, inoltre, il carattere fortemente autocelebrativo della comunicazione diffusa dalla banca.
«Ogni scelta viene presentata come un modello organizzativo, ogni iniziativa come un esempio di eccellenza e ogni passaggio come una conferma della bontà delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione», afferma Rosaria Vicidomini. «Ma l’autorevolezza di una governance non deriva dalla capacità di raccontare sé stessa. Deriva dalla disponibilità a essere valutata».
«Quando una governance sente continuamente il bisogno di certificare la propria qualità attraverso comunicati celebrativi, rischia di trasmettere l’impressione di essere maggiormente impegnata nella costruzione della propria immagine che nella rendicontazione dei risultati. Le istituzioni solide non costruiscono il consenso attraverso l’autoreferenzialità, ma attraverso una trasparenza vera, effettiva e verificabile».
Talentia Next, secondo l’associazione, avrebbe potuto rappresentare un modello nazionale di selezione. Per raggiungere questo obiettivo sarebbe stato necessario rendere pubblici integralmente nomi, dati, criteri, graduatorie, punteggi e modalità di valutazione.
«Sarebbe stato un messaggio molto forte», sottolinea Vicidomini. «Avrebbe dimostrato che il merito non ha paura della trasparenza, che la trasparenza non teme il controllo e che la governance non teme il giudizio dei soci e dei cittadini. È proprio qui che si misura la credibilità delle istituzioni: non nelle parole, ma nei fatti».
Per l’Unione dei Soci resta, quindi, una domanda fondamentale: se la procedura è stata realmente così trasparente, perché non rendere pubblici tutti gli elementi che permetterebbero a chiunque di verificarlo?
«È questa la sfida che intendiamo riportare al centro del dibattito e dell’azione della banca», conclude la presidente Rosaria Vicidomini. «Occorre passare dalla comunicazione della trasparenza alla pratica della trasparenza, dalla narrazione del merito alla dimostrazione concreta del merito, dall’autoreferenzialità alla responsabilità verso i soci, i clienti e il territorio».
«Una banca cooperativa non si rafforza celebrando sé stessa, ma accettando il confronto, rendendo conto delle proprie scelte e dimostrando, con fatti e risultati verificabili, che i principi di trasparenza, partecipazione e meritocrazia costituiscono realmente il fondamento della propria governance».
«È per questi valori che l’Unione dei Soci continuerà sempre a impegnarsi, affinché BCC Campania Centro torni a essere pienamente la banca dei soci e del territorio, nella quale il potere venga esercitato come servizio e non come strumento di autoreferenzialità».
BCC Campania Centro e Talentia Next, l’Unione dei Soci: «Il merito non si proclama, si dimostra»
L’Unione dei Soci della BCC interviene sul comunicato con cui la banca ha celebrato la conclusione del progetto Talentia Next, evidenziando l’assenza di quegli elementi che consentirebbero ai soci, ai partecipanti e ai cittadini di verificare concretamente la trasparenza e la meritocrazia della procedura. Nel documento diffuso dalla banca vengono richiamati ripetutamente concetti come merito, imparzialità, trasparenza, innovazione, qualità del capitale umano e valore della governance.Secondo l’Unione dei Soci, tuttavia, la reiterazione di tali principi non può sostituire la pubblicazione di dati, documenti e risultati verificabili. «Il comunicato dedica molto spazio alla celebrazione del Consiglio di Amministrazione e delle scelte compiute dalla governance, ma fornisce pochissimi elementi concreti sulla procedura», dichiara la presidente dell’Unione dei Soci della BCC, Rosaria Vicidomini.
«Non sono indicati i nomi dei vincitori, non viene pubblicata la graduatoria, non sono resi noti i punteggi e non vengono illustrati i criteri attraverso i quali sono state attribuite le valutazioni finali. Non conosciamo neppure il numero dei partecipanti alle diverse fasi né i risultati ottenuti nelle prove. In queste condizioni viene chiesto ai candidati, ai soci e ai cittadini di fidarsi esclusivamente della parola dell’istituzione».
Per l’Unione dei Soci, la fiducia non può essere fondata su un atto di fede, ma deve nascere dalla possibilità di verificare le scelte compiute. «La trasparenza non consiste nell’affermare di essere trasparenti», prosegue Vicidomini. «Significa rendere conoscibili i dati, i criteri, le graduatorie, i punteggi e le modalità di valutazione. Una selezione realmente meritocratica non teme la pubblicità dei propri risultati, ma considera la loro pubblicazione il naturale completamento del procedimento».
La presidente dell’associazione richiama anche il significato concreto del merito, termine più volte utilizzato nel comunicato di BCC Campania Centro. «Il merito non è una formula retorica e non è uno slogan. È una misura. Significa spiegare perché una persona sia risultata più adatta di un’altra, rendere comprensibili i criteri di valutazione e consentire anche a chi non è stato selezionato di sapere dove abbia perso punti e in quali aspetti possa migliorare. Una banca che afferma di fondare le proprie decisioni esclusivamente sul merito dovrebbe essere la prima a mettere a disposizione ogni elemento necessario per dimostrarlo».
Secondo l’Unione dei Soci, il merito non può essere certificato attraverso un comunicato stampa, ma soltanto attraverso documenti verificabili e procedure realmente accessibili. L’associazione rileva, inoltre, il carattere fortemente autocelebrativo della comunicazione diffusa dalla banca.
«Ogni scelta viene presentata come un modello organizzativo, ogni iniziativa come un esempio di eccellenza e ogni passaggio come una conferma della bontà delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione», afferma Rosaria Vicidomini. «Ma l’autorevolezza di una governance non deriva dalla capacità di raccontare sé stessa. Deriva dalla disponibilità a essere valutata».
«Quando una governance sente continuamente il bisogno di certificare la propria qualità attraverso comunicati celebrativi, rischia di trasmettere l’impressione di essere maggiormente impegnata nella costruzione della propria immagine che nella rendicontazione dei risultati. Le istituzioni solide non costruiscono il consenso attraverso l’autoreferenzialità, ma attraverso una trasparenza vera, effettiva e verificabile».
Talentia Next, secondo l’associazione, avrebbe potuto rappresentare un modello nazionale di selezione. Per raggiungere questo obiettivo sarebbe stato necessario rendere pubblici integralmente nomi, dati, criteri, graduatorie, punteggi e modalità di valutazione.
«Sarebbe stato un messaggio molto forte», sottolinea Vicidomini. «Avrebbe dimostrato che il merito non ha paura della trasparenza, che la trasparenza non teme il controllo e che la governance non teme il giudizio dei soci e dei cittadini. È proprio qui che si misura la credibilità delle istituzioni: non nelle parole, ma nei fatti».
Per l’Unione dei Soci resta, quindi, una domanda fondamentale: se la procedura è stata realmente così trasparente, perché non rendere pubblici tutti gli elementi che permetterebbero a chiunque di verificarlo?
«È questa la sfida che intendiamo riportare al centro del dibattito e dell’azione della banca», conclude la presidente Rosaria Vicidomini. «Occorre passare dalla comunicazione della trasparenza alla pratica della trasparenza, dalla narrazione del merito alla dimostrazione concreta del merito, dall’autoreferenzialità alla responsabilità verso i soci, i clienti e il territorio».
«Una banca cooperativa non si rafforza celebrando sé stessa, ma accettando il confronto, rendendo conto delle proprie scelte e dimostrando, con fatti e risultati verificabili, che i principi di trasparenza, partecipazione e meritocrazia costituiscono realmente il fondamento della propria governance».
«È per questi valori che l’Unione dei Soci continuerà sempre a impegnarsi, affinché BCC Campania Centro torni a essere pienamente la banca dei soci e del territorio, nella quale il potere venga esercitato come servizio e non come strumento di autoreferenzialità».

