Le montagne del Vallo di Diano continuano a restituire frammenti di un passato remoto e sorprendente. Durante un normale servizio di pattugliamento in località Bosco Calvo, i Carabinieri Forestali del Nucleo Parco-Teggiano, coordinati dal maresciallo capo Antonio Mattia, hanno individuato una lastra di pietra che reca impressa l'impronta nitida di un organismo marino. Il ritrovamento testimonia, ancora una volta, l'origine geologica di queste vette, un tempo sommerse dalle acque preistoriche come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Questa scoperta giunge in un momento di particolare fermento per l'archeologia locale. Dopo un silenzio durato un quarto di secolo, sono infatti ripresi ufficialmente gli scavi nella vicina Grotta dei Vallicelli, un sito di importanza internazionale per lo studio del Paleolitico medio. Grazie a un recente decreto ministeriale, un team multidisciplinare che coinvolge le università di Siena, Bologna e la Simon Fraser University del Canada sta indagando sulla presenza dell'Uomo di Neanderthal ai piedi del Monte Cervati.
Il ritrovamento della lastra marina a Bosco Calvo non è dunque un episodio isolato, ma un ulteriore tassello che conferma Monte San Giacomo come uno scrigno di biodiversità arcaica e insediamenti preistorici. La sinergia tra forze dell'ordine, istituzioni accademiche e Ministero della Cultura sta trasformando l'area del Cervati in un laboratorio a cielo aperto, capace di riscrivere le rotte dei primi abitanti del Sud Italia e la storia geologica dell'Appennino campano.
Scoperto un fossile prezioso a Monte San Giacomo
Il reperto è stato immediatamente preso in carico dalla Soprintendenza di Salerno e Avellino e trasferito presso il Museo Archeologico Nazionale di Sala Consilina. Qui, esperti e paleontologi sottoporranno la lastra a rigorose analisi scientifiche per stabilirne l'esatta datazione e la specie di appartenenza. L'obiettivo finale, condiviso dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Campania, è quello di inserire il fossile in un percorso espositivo permanente che valorizzi l'intero patrimonio paleontologico del massiccio del Cervati.Questa scoperta giunge in un momento di particolare fermento per l'archeologia locale. Dopo un silenzio durato un quarto di secolo, sono infatti ripresi ufficialmente gli scavi nella vicina Grotta dei Vallicelli, un sito di importanza internazionale per lo studio del Paleolitico medio. Grazie a un recente decreto ministeriale, un team multidisciplinare che coinvolge le università di Siena, Bologna e la Simon Fraser University del Canada sta indagando sulla presenza dell'Uomo di Neanderthal ai piedi del Monte Cervati.
Il ritrovamento della lastra marina a Bosco Calvo non è dunque un episodio isolato, ma un ulteriore tassello che conferma Monte San Giacomo come uno scrigno di biodiversità arcaica e insediamenti preistorici. La sinergia tra forze dell'ordine, istituzioni accademiche e Ministero della Cultura sta trasformando l'area del Cervati in un laboratorio a cielo aperto, capace di riscrivere le rotte dei primi abitanti del Sud Italia e la storia geologica dell'Appennino campano.

