Scandalo a
Torino dove è stata scoperta una
chat dove i ragazzini si scambiavano
video a luci rosse, immagini
pedopornografiche, scritte inneggianti a
Adolf Hitler, Benito Mussolini, all'Isis e postavano frasi shock contro migranti ed ebrei.
La chat dell'orrore
A scatenarsi per mesi su
WhatsApp è stato un gruppo di ragazzini italiani, che avevano creato una chat dell'orrore intitolata «
The shoah party», che da Rivoli, alle porte di Torino (gestita da due 15enni), avrebbero diffuso in tutta Italia foto di «una violenza inaudita», «scene di brutalità inenarrabile», secondo gli investigatori. Grazie alla
denuncia di una madre, che nel gennaio scorso si è recata dai carabinieri di Siena per denunciare di aver rinvenuto nello smartphone del figlio 13enne
video pedopornografici, è scattata un'indagine che ora vede indagati 25 ragazzi, 16 minorenni, tra i 13 e i 17 anni, e 9
maggiorenni tra 18 e 19 anni.