Terremoto nel comune di
Marigliano dopo l'
arresto del
sindaco Antonio Carpino per scambio elettorale politico-mafioso. Il primo cittadino si difende: "Mai favorito la
camorra".Arresto del sindaco di Marigliano: "Mai favorito la camorra, solo menzogne"
Penalista e sindaco in cella, Antonio
Carpino cerca di difendersi. Ristretto nel carcere di Secondigliano, è accusato di aver
sborsato oltre 10mila euro per comprare
voti (cinquanta o cento euro per ogni tessera), offrendo appalti,
assunzioni e soffiate in cambio del sostegno elettorale decisivo per indossare la fascia tricolore.
Sindaco del Pd per cinque anni, pronto a candidarsi al bis alle amministrative di settembre, colpito dagli
arresti in cella, risponde per oltre un'ora alle
accuse. Davanti a sé, Carpino ha il gip Egle Pilla, che ha firmato la misura cautelare su richiesta del pm anticamorra Liana Esposito.
Le accuse
Agli atti ci sono le dichiarazioni di cinque collaboratori di giustizia, che lo accusano di aver sborsato soldi per comprare voti, di aver dato il via libera a una coop di ex detenuti per la manutenzione ordinaria a Pontecitra, un modo - ha spiegato il pentito - di fare assunzioni fittizie e assicurare al clan entrate pulite e tracciabili.
«Esposito è stato per anni mio cliente, l'ho difeso in alcuni
processi. È vero che gli ho chiesto una mano per le elezioni del 2015, ma l'ho fatto nel rapporto penalista-cliente, senza dare vita ad un patto di natura politico-mafiosa. Ho fatto campagna elettorale, tutto qui, ma solo nell'ambito del rapporto avvocato-cliente».
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