“I dati nazionali sono allarmanti e riportano un numero di suicidi nelle forze dell’ordine impressionante: una vera e propria emergenza”, ha affermato Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine, che da anni si occupa di temi inerenti lo stress tipico delle persone in divisa.
La media è già più alta rispetto agli anni precedenti, tanto che il dato doppia quello relativo ai suicidi nella popolazione generale italiana: sono soprattutto poliziotti e agenti penitenziari a togliersi la vita e con la propria pistola di ordinanza nell’88 per cento dei casi.
Ma ci sono a seguire anche carabinieri e subito dopo finanzieri che se non usano la propria scelgono un’arma non “ufficiale” oppure altre modalità come l’impiccagione, l’avvelenamento, il soffocamento via gas o le lesioni da taglio. Nel 54 per cento dei casi hanno un’età che va dai 45 ai 64 anni, nel 37 per cento sono tra i 25 e i 44 anni.
Suicidi nelle forze dell'ordine, i dati allarmanti
Secondo i report di Cerchio Blu, l’osservatorio nazionale suicidi forze dell’ordine, dal 2010 al 2018 sono stati registrati 252 episodi di suicidio tra gli operatori delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale) con un’incidenza di 9,8 casi su 100mila appartenenti alle varie istituzioni, a fronte dei 5 casi per 100mila abitanti registrati tra la popolazione. Numeri altissimi se si considera che la cifra media di suicidi tra la popolazione è la metà rispetto a quella del personale in divisa.
La media è già più alta rispetto agli anni precedenti, tanto che il dato doppia quello relativo ai suicidi nella popolazione generale italiana: sono soprattutto poliziotti e agenti penitenziari a togliersi la vita e con la propria pistola di ordinanza nell’88 per cento dei casi.
Ma ci sono a seguire anche carabinieri e subito dopo finanzieri che se non usano la propria scelgono un’arma non “ufficiale” oppure altre modalità come l’impiccagione, l’avvelenamento, il soffocamento via gas o le lesioni da taglio. Nel 54 per cento dei casi hanno un’età che va dai 45 ai 64 anni, nel 37 per cento sono tra i 25 e i 44 anni.
Quasi tutti, addirittura nell’80 per cento dei casi, scelgono però di farla finita premendo il grilletto della propria arma d’ordinanza. Proprio come il poliziotto che si è suicidato nelle campagne di Vibo Valentia, solo tre giorni prima del finanziere della caserma di Cremona.
Il fenomeno è preoccupante anche a livello internazionale, come dicono dati analoghi in Francia e Spagna, ed è reso ancora più grave dalla facilità di accesso alle armi da fuoco. Nelle forze di polizia, contrariamente a quanto avviene nel resto della popolazione, c’è una quasi totale assenza di tentati suicidi: l’arma da fuoco, contrariamente ad altri mezzi, non dà scampo.
