Arriva in Parlamento la vicenda che coinvolge un alunno di 13 anni con disturbo dello spettro autistico di grado severo, iscritto alla terza media dell’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Salerno. La deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per chiedere chiarimenti sulle modalità di gestione del sostegno scolastico e sul rispetto del diritto allo studio e all’inclusione come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Sempre secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, sarebbero state attivate segnalazioni ai servizi sociali ritenute non fondate sia dai genitori sia dall’equipe multidisciplinare che segue il minore. Relazioni medico-specialistiche avrebbero inoltre evidenziato segnali di regressione nel comportamento e nelle competenze acquisite, correlati – secondo quanto sostenuto – alla discontinuità didattica e alla contrazione del supporto educativo.
Nell’interrogazione si richiama il quadro normativo di riferimento, a partire dai principi costituzionali che sanciscono il diritto all’istruzione e impongono alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza sostanziale. Il tema sollevato riguarda in particolare l’obbligo per l’amministrazione scolastica di assicurare continuità didattica agli studenti con disabilità, nel rispetto delle previsioni contenute nel Pei e delle norme in materia di inclusione.
La parlamentare chiede al ministro di chiarire quali verifiche siano state effettuate sull’operato dell’istituto, quali strumenti di vigilanza siano stati attivati e quali misure il dicastero intenda adottare per garantire la piena attuazione delle politiche inclusive. Il caso riapre il confronto sull’effettiva applicazione delle disposizioni che regolano il sostegno scolastico, tema oggetto di costante attenzione da parte di famiglie, operatori e associazioni.
Sostegno ridotto a studente autistico, interrogazione al ministro
Al centro dell’iniziativa parlamentare vi sono presunte criticità segnalate dalla famiglia del ragazzo. Secondo quanto riferito dalla madre, Annarita Ruggiero, il docente di sostegno sarebbe stato sostituito senza preavviso, nonostante l’insegnante precedente risulti ancora in servizio nello stesso istituto. A ciò si aggiungerebbe una riduzione delle ore di sostegno rispetto a quanto previsto nel Piano educativo individualizzato (Pei), documento che definisce in maniera vincolante gli interventi didattici e assistenziali necessari per garantire il percorso formativo dell’alunno con disabilità.Sempre secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, sarebbero state attivate segnalazioni ai servizi sociali ritenute non fondate sia dai genitori sia dall’equipe multidisciplinare che segue il minore. Relazioni medico-specialistiche avrebbero inoltre evidenziato segnali di regressione nel comportamento e nelle competenze acquisite, correlati – secondo quanto sostenuto – alla discontinuità didattica e alla contrazione del supporto educativo.
Nell’interrogazione si richiama il quadro normativo di riferimento, a partire dai principi costituzionali che sanciscono il diritto all’istruzione e impongono alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza sostanziale. Il tema sollevato riguarda in particolare l’obbligo per l’amministrazione scolastica di assicurare continuità didattica agli studenti con disabilità, nel rispetto delle previsioni contenute nel Pei e delle norme in materia di inclusione.
La parlamentare chiede al ministro di chiarire quali verifiche siano state effettuate sull’operato dell’istituto, quali strumenti di vigilanza siano stati attivati e quali misure il dicastero intenda adottare per garantire la piena attuazione delle politiche inclusive. Il caso riapre il confronto sull’effettiva applicazione delle disposizioni che regolano il sostegno scolastico, tema oggetto di costante attenzione da parte di famiglie, operatori e associazioni.

