Compaiono anche tre società con sedi nell’Agro nocerino-sarnese nell’articolata rete di imprese fittizie utilizzate per riciclare i proventi del traffico internazionale di cocaina.
L’operazione, coordinata a livello sovranazionale, ha portato all’arresto di sette persone tra Francia e Italia al termine di un’indagine congiunta che ha coinvolto autorità francesi, italiane e svizzere sotto il coordinamento di Eurojust e Europol come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Le indagini sul versante italiano sono affidate ai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Torre Annunziata, impegnati nell’attività investigativa sin dal 2023. L’obiettivo è individuare i referenti territoriali del circuito criminale e ricostruire i flussi finanziari transitati attraverso le società cartiere.
L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione relativa a un’operazione finanziaria sospetta. Gli approfondimenti successivi avrebbero consentito di delineare un sofisticato meccanismo di riciclaggio a supporto di organizzazioni riconducibili alla camorra e alla ’ndrangheta. Il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti sarebbe stato canalizzato attraverso fatturazioni false, società di comodo e investimenti in beni di lusso.
Nel corso degli accertamenti è stato individuato un cittadino montenegrino, ritenuto obiettivo di alto valore investigativo a livello europeo e destinatario di ricerche da parte di diversi Paesi. L’uomo si sarebbe stabilito nell’area di Cannes, in Francia, insieme a familiari stretti, tra cui un genero italiano con precedenti per reati finanziari e in materia di armi.
Secondo la ricostruzione investigativa, la rete sarebbe stata direttamente collegata all’importazione su larga scala di cocaina dal Sud America verso i principali porti europei. Le spedizioni marittime, coordinate dal gruppo, si sarebbero avvalse di una struttura finanziaria articolata, comprensiva anche dell’uso di criptovalute e trasferimenti transfrontalieri frequenti effettuati con veicoli di alta gamma dotati di vani occultati.
Hanno collaborato alle attività investigative, oltre alla Gendarmeria francese e alle autorità elvetiche, anche organismi di polizia di Belgio, Bulgaria, Germania ed Ecuador. L’inchiesta prosegue per accertare ulteriori responsabilità e per quantificare l’ammontare complessivo dei capitali riciclati attraverso la rete di società fittizie.
L’operazione, coordinata a livello sovranazionale, ha portato all’arresto di sette persone tra Francia e Italia al termine di un’indagine congiunta che ha coinvolto autorità francesi, italiane e svizzere sotto il coordinamento di Eurojust e Europol come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Società fantasma e fatture gonfiate per ripulire i soldi della cocaina
Le tre società individuate dagli investigatori risultano formalmente registrate a Sarno, Scafati e Sant'Egidio del Monte Albino. Secondo quanto emerso, si tratterebbe di aziende prive di reale operatività, create esclusivamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire così il reinvestimento di capitali illeciti. Il sistema si fondava su una rete di prestanome che, ascoltati dagli inquirenti, avrebbero negato qualsiasi responsabilità diretta.Le indagini sul versante italiano sono affidate ai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Torre Annunziata, impegnati nell’attività investigativa sin dal 2023. L’obiettivo è individuare i referenti territoriali del circuito criminale e ricostruire i flussi finanziari transitati attraverso le società cartiere.
L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione relativa a un’operazione finanziaria sospetta. Gli approfondimenti successivi avrebbero consentito di delineare un sofisticato meccanismo di riciclaggio a supporto di organizzazioni riconducibili alla camorra e alla ’ndrangheta. Il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti sarebbe stato canalizzato attraverso fatturazioni false, società di comodo e investimenti in beni di lusso.
Nel corso degli accertamenti è stato individuato un cittadino montenegrino, ritenuto obiettivo di alto valore investigativo a livello europeo e destinatario di ricerche da parte di diversi Paesi. L’uomo si sarebbe stabilito nell’area di Cannes, in Francia, insieme a familiari stretti, tra cui un genero italiano con precedenti per reati finanziari e in materia di armi.
Secondo la ricostruzione investigativa, la rete sarebbe stata direttamente collegata all’importazione su larga scala di cocaina dal Sud America verso i principali porti europei. Le spedizioni marittime, coordinate dal gruppo, si sarebbero avvalse di una struttura finanziaria articolata, comprensiva anche dell’uso di criptovalute e trasferimenti transfrontalieri frequenti effettuati con veicoli di alta gamma dotati di vani occultati.
Hanno collaborato alle attività investigative, oltre alla Gendarmeria francese e alle autorità elvetiche, anche organismi di polizia di Belgio, Bulgaria, Germania ed Ecuador. L’inchiesta prosegue per accertare ulteriori responsabilità e per quantificare l’ammontare complessivo dei capitali riciclati attraverso la rete di società fittizie.

