Il Consiglio comunale di Scafati ha approvato la cosiddetta “rottamazione quinquies” delle cartelle esattoriali relative ai tributi locali. Il provvedimento consente ai contribuenti di regolarizzare le proprie posizioni debitorie versando esclusivamente la quota capitale, con l’abbattimento integrale di sanzioni e interessi di mora come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel dettaglio, potranno rientrare nella sanatoria gli atti emessi entro il 31 dicembre 2024, compresi tributi come Imu e Tari fino all’annualità 2019. L’adesione sarà consentita anche ai contribuenti che abbiano già in corso piani di rateizzazione, offrendo la possibilità di ricalcolare l’importo residuo senza aggravio di sanzioni e interessi. La misura mira a favorire il recupero dell’evasione pregressa e a incrementare la capacità di riscossione dell’ente, riducendo al contempo il contenzioso.
Nel corso della stessa seduta è stata approvata anche la delibera relativa al riconoscimento del plusvalore sulle aree industriali oggetto di variante urbanistica. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle opportunità legate alla Zona Economica Speciale e stabilisce che, in caso di incremento del valore di un’area a seguito di modifica dello strumento urbanistico, una quota del maggior valore venga corrisposta al Comune. Il calcolo sarà effettuato sulla base di parametri e tabelle definite dal regolamento comunale.
Secondo l’amministrazione, l’obiettivo è coniugare attrazione di investimenti e tutela dell’interesse pubblico, anche in relazione ai flussi economici generati dalla vicinanza con Pompei.
Sul fronte politico, il centrosinistra ha optato per l’astensione. Francesco Carotenuto, esponente di Scafati Arancione, ha motivato la scelta evidenziando criticità nella gestione dell’iter amministrativo, facendo riferimento al ritiro e alla successiva ripresentazione dell’atto e alle modifiche intervenute nella formula di calcolo del plusvalore. Osservazioni analoghe sono state sollevate in aula anche da Michelangelo Ambrunzo.
Scafati approva la rottamazione quinquies
Ad annunciare il via libera è stato il sindaco Pasquale Aliberti, che ha definito la misura un intervento di sostegno concreto alle famiglie e alle attività del territorio. In aula la proposta è stata illustrata dall’assessore alle Finanze Diego Chirico, il quale ha richiamato i riferimenti normativi contenuti nella legge di bilancio 2026. La normativa prevede infatti la facoltà per gli enti locali di applicare la definizione agevolata ai carichi affidati alla riscossione coattiva o oggetto di ingiunzione fiscale e accertamento esecutivo.Nel dettaglio, potranno rientrare nella sanatoria gli atti emessi entro il 31 dicembre 2024, compresi tributi come Imu e Tari fino all’annualità 2019. L’adesione sarà consentita anche ai contribuenti che abbiano già in corso piani di rateizzazione, offrendo la possibilità di ricalcolare l’importo residuo senza aggravio di sanzioni e interessi. La misura mira a favorire il recupero dell’evasione pregressa e a incrementare la capacità di riscossione dell’ente, riducendo al contempo il contenzioso.
Nel corso della stessa seduta è stata approvata anche la delibera relativa al riconoscimento del plusvalore sulle aree industriali oggetto di variante urbanistica. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle opportunità legate alla Zona Economica Speciale e stabilisce che, in caso di incremento del valore di un’area a seguito di modifica dello strumento urbanistico, una quota del maggior valore venga corrisposta al Comune. Il calcolo sarà effettuato sulla base di parametri e tabelle definite dal regolamento comunale.
Secondo l’amministrazione, l’obiettivo è coniugare attrazione di investimenti e tutela dell’interesse pubblico, anche in relazione ai flussi economici generati dalla vicinanza con Pompei.
Sul fronte politico, il centrosinistra ha optato per l’astensione. Francesco Carotenuto, esponente di Scafati Arancione, ha motivato la scelta evidenziando criticità nella gestione dell’iter amministrativo, facendo riferimento al ritiro e alla successiva ripresentazione dell’atto e alle modifiche intervenute nella formula di calcolo del plusvalore. Osservazioni analoghe sono state sollevate in aula anche da Michelangelo Ambrunzo.

