Si è svolta in un clima definito teso ma improntato alla correttezza istituzionale l’ultima seduta del Consiglio comunale di Scafati. I lavori si sono aperti con un momento di raccoglimento dedicato alla memoria del piccolo Domenico Caliendo, ricordato in aula come il “bimbo dal cuore bruciato”, commemorazione che ha accomunato maggioranza e opposizione come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il dibattito si è poi concentrato su un tema di forte impatto amministrativo: la disciplina del contributo straordinario legato alle varianti urbanistiche nell’ambito della Zes. Al centro della discussione, un emendamento che attribuiva all’ufficio tecnico comunale la definizione della formula per il calcolo del maggior valore generato dalle varianti. Dopo le critiche sollevate dai gruppi di opposizione, il primo cittadino ha annunciato il ritiro della proposta modificativa.
La delibera approvata stabilisce che il contributo straordinario sia fissato nella misura del 50% del plusvalore derivante dalla variante urbanistica. Il provvedimento è passato con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astensioni. La maggioranza ha sostenuto la necessità di fornire un quadro regolatorio certo per gli operatori economici, mentre le minoranze hanno motivato l’astensione con l’esigenza di garantire un equilibrio tra sviluppo imprenditoriale e tutela dell’interesse pubblico.
Nel corso del confronto, il sindaco ha rivolto critiche alla Regione Campania, sostenendo che non sarebbero state ancora definite le tabelle parametriche di riferimento. Ha inoltre precisato che, per la quasi totalità dei casi nel territorio comunale, le richieste riguarderebbero ampliamenti di insediamenti produttivi già esistenti.
Dura la posizione del gruppo Scafati Rinasce, che ha parlato di un vantaggio eccessivo per gli imprenditori, evidenziando la riduzione dei valori di riferimento al metro quadro rispetto alle soglie precedenti. Secondo questa lettura, la rimodulazione potrebbe incidere sulle entrate comunali.
La seduta si è chiusa senza ulteriori strappi, ma con un quadro politico segnato da contrapposizioni su un tema destinato a incidere sugli equilibri urbanistici e finanziari della città.
Scafati, Consiglio tra tensioni e retromarce
Sul piano politico, la seduta ha registrato l’annuncio delle dimissioni dell’ex candidato sindaco Corrado Scarlato e il conseguente subentro in Consiglio di Giuseppe Vollaro. Il sindaco Pasquale Aliberti ha rivolto a Scarlato parole di apprezzamento, definendolo un rappresentante delle istituzioni capace di confronto costruttivo.Il dibattito si è poi concentrato su un tema di forte impatto amministrativo: la disciplina del contributo straordinario legato alle varianti urbanistiche nell’ambito della Zes. Al centro della discussione, un emendamento che attribuiva all’ufficio tecnico comunale la definizione della formula per il calcolo del maggior valore generato dalle varianti. Dopo le critiche sollevate dai gruppi di opposizione, il primo cittadino ha annunciato il ritiro della proposta modificativa.
La delibera approvata stabilisce che il contributo straordinario sia fissato nella misura del 50% del plusvalore derivante dalla variante urbanistica. Il provvedimento è passato con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astensioni. La maggioranza ha sostenuto la necessità di fornire un quadro regolatorio certo per gli operatori economici, mentre le minoranze hanno motivato l’astensione con l’esigenza di garantire un equilibrio tra sviluppo imprenditoriale e tutela dell’interesse pubblico.
Nel corso del confronto, il sindaco ha rivolto critiche alla Regione Campania, sostenendo che non sarebbero state ancora definite le tabelle parametriche di riferimento. Ha inoltre precisato che, per la quasi totalità dei casi nel territorio comunale, le richieste riguarderebbero ampliamenti di insediamenti produttivi già esistenti.
Dura la posizione del gruppo Scafati Rinasce, che ha parlato di un vantaggio eccessivo per gli imprenditori, evidenziando la riduzione dei valori di riferimento al metro quadro rispetto alle soglie precedenti. Secondo questa lettura, la rimodulazione potrebbe incidere sulle entrate comunali.
La seduta si è chiusa senza ulteriori strappi, ma con un quadro politico segnato da contrapposizioni su un tema destinato a incidere sugli equilibri urbanistici e finanziari della città.

