A Salerno si apre un nuovo fronte di tensione politica e patrimoniale che coinvolge direttamente la Federazione provinciale del Partito Democratico. Il prossimo 25 febbraio è infatti fissato lo sgombero della sede di via Francesco Manzo, civico 15, dove il Pd opera da anni. Alla base della vicenda vi è la scadenza del contratto di locazione dell’immobile, di proprietà della società Gramsci Srl, che ha avviato la procedura di rilascio forzoso dei locali come riportato dal Corriere del Mezzogiorno.
Sede Pd a Salerno, scatta lo sfratto
La società proprietaria dell’immobile porta il nome di Antonio Gramsci ed è stata costituita nel 1965 con l’obiettivo di gestire il patrimonio immobiliare dell’allora Partito Comunista Italiano. Una realtà giuridica che, ancora oggi, conserva un legame diretto con la storia della sinistra, pur operando come soggetto autonomo. Amministratore unico della Gramsci Srl è Mario De Biase, ex sindaco di Salerno, figura di primo piano della politica cittadina per decenni, oggi in contrasto con l’attuale gruppo dirigente del centrosinistra locale e con il governatore Vincenzo De Luca, di cui in passato è stato stretto collaboratore.Secondo quanto ricostruito, il rapporto locativo tra la società e il Partito Democratico risale formalmente al 1° gennaio 2009, quando venne stipulato un contratto che regolarizzava una situazione preesistente, protrattasi per decenni senza accordi scritti. Il canone iniziale era stato fissato in duemila euro mensili. Nei primi anni i pagamenti sarebbero avvenuti in modo irregolare, fino all’interruzione totale a partire dal 2010. L’accumulo di morosità, comprensivo di interessi e spese legali, aveva portato nel 2013 a una prima intimazione di sfratto, evitata solo grazie a una transazione che consentì la permanenza del partito nei locali e la rimodulazione del canone in una cifra simbolica.
Con la scadenza del contratto nel 2025, la Gramsci Srl ha chiesto il rilascio dell’immobile, ritenendo non più sostenibile il rapporto alle condizioni precedenti. I tentativi di rinegoziazione non hanno prodotto un accordo e le successive azioni legali hanno condotto alla fissazione dello sfratto esecutivo. Dopo alcuni rinvii, il giudice ha stabilito la data definitiva del 25 febbraio 2026 per lo sgombero, con l’eventuale supporto della forza pubblica.

