SALERNO. Mattinata di protesta da parte degli studenti degli istituti scolastici Giuseppe Moscati e Roberto Virtuoso (sede di via Urbano II) a Salerno. Scuole fatiscenti sotto accusa.
Scuole fatiscenti e studenti in protesta agli istituti Moscati e Virtuoso di Salerno
La
manifestazione, autorizzata dalla
Digos, prevede il non ingresso in aula e un
sit-in che si svolgerà in prossimità degli edifici scolastici. "Protestiamo per più sicurezza all'interno della scuola - afferma
Sebastiano D'Ambrosi, uno dei
rappresentanti di istituto del Moscati - la maggior parte dell'istituto è prevalentemente femminile ed è inammissibile che ci sia solo
un bagno in funzione per le ragazze.
Mancano - continua D'Ambrosi, originario di Montecorvino Pugliano - i
vetri alle finestre delle scale dove
entra acqua quando piove ed è pericoloso per la nostra salute perché si può rischiare di cadere. La
temperatura dei
termosifoni è bassa ed essendo un istituto professionale dove facciamo
33 ore, usciamo due volte a settimana alle 15.15 e non possiamo stare nelle aule perché
fa freddo, a causa dello spegnimento dei termosifoni alle ore 12.
Gli altri giorni - conclude lo studente - usciamo alle 14.15 e la situazione è sempre la stessa".
Lo stato degli i
stituti scolastici di secondo grado, di
competenza della
provincia di Salerno, è una spina nel fianco per l'amministrazione provinciale. Spesso i
fondi non sono sufficienti. Gli studenti attraverso la mobilitazione rivendicano
condizioni di agibilità e
fruibilità degli edifici a cui hanno diritto, lamentando in una nota
"infruttosi contatti con l'ente per tali criticità, vista la costante e deficitaria possibilità economica per la soluzione dei problemi".
E ancora:"Sottolineiamo l'assoluta
assenza di colore politico della manifestazione e soprattutto ci teniamo a che la stessa non venga identificata come la solita provocazione per
libertà e
frequenza scolastica".
La nota è firmata congiuntamente da D'Ambrosi e da
Antonio Galdi, rappresentante d'istituto dell'istituto alberghiero Virtuso, sede staccata di via Urbano II.
FONTE: Le Cronache