Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia, ha comunicato di aver presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in merito alla tempistica che ha portato allo scioglimento del Comune di Pagani per infiltrazioni mafiose.
Secondo quanto riportato nella nota, la Commissione d’accesso presso il Comune di Pagani era stata istituita dalla Prefettura di Salerno il 27 giugno 2025. Da allora si sono susseguite voci e notizie riguardanti un possibile scioglimento del Consiglio comunale, generando un lungo periodo di incertezza amministrativa e politica per la città. Nel frattempo, il procedimento elettorale è andato avanti normalmente con la convocazione dei comizi elettorali, l’avvio delle attività politiche e l’organizzazione delle coalizioni in vista delle elezioni previste per il 24 e il 25 maggio 2026. Tuttavia, lo scioglimento del Consiglio Comunale è arrivato soltanto il 23 aprile 2026, proprio alla vigilia della presentazione delle liste, causando così la revoca delle elezioni.
Nell’interrogazione, Vietri ha richiesto chiarimenti al titolare del Viminale riguardo alle tempistiche del procedimento amministrativo, i tempi di trasmissione degli atti dalla Prefettura al Ministero e le motivazioni che hanno portato alla conclusione del processo così a ridosso delle scadenze elettorali. Un tema che, secondo l'esponente di Fratelli d’Italia, ha avuto significative ripercussioni sulla gestione istituzionale e amministrativa della città, oltre a condizionare direttamente la pianificazione della competizione elettorale e le attività politiche locali.
La deputata ha inoltre sollecitato il Ministro ad adottare possibili iniziative, anche di natura normativa, volte a stabilire tempi più certi per i procedimenti di scioglimento degli enti locali, soprattutto nei casi in cui siano già state indette consultazioni elettorali. Tali misure mirano a garantire maggiore certezza amministrativa e a tutelare il corretto svolgimento della partecipazione democratica nelle realtà locali.
Infiltrazioni mafiose, scioglimento del comune di Pagani: Imma Vietri presenta interrogazione al ministro Piantedosi
Imma Vietri, deputata di Fratelli d’Italia, ha comunicato di aver presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in merito alla tempistica che ha portato allo scioglimento del Comune di Pagani per infiltrazioni mafiose. La decisione, presa dal Consiglio dei Ministri, risale al 21 aprile 2026, a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste elettorali per le amministrative.Secondo quanto riportato nella nota, la Commissione d’accesso presso il Comune di Pagani era stata istituita dalla Prefettura di Salerno il 27 giugno 2025. Da allora si sono susseguite voci e notizie riguardanti un possibile scioglimento del Consiglio comunale, generando un lungo periodo di incertezza amministrativa e politica per la città. Nel frattempo, il procedimento elettorale è andato avanti normalmente con la convocazione dei comizi elettorali, l’avvio delle attività politiche e l’organizzazione delle coalizioni in vista delle elezioni previste per il 24 e il 25 maggio 2026. Tuttavia, lo scioglimento del Consiglio Comunale è arrivato soltanto il 23 aprile 2026, proprio alla vigilia della presentazione delle liste, causando così la revoca delle elezioni.
Nell’interrogazione, Vietri ha richiesto chiarimenti al titolare del Viminale riguardo alle tempistiche del procedimento amministrativo, i tempi di trasmissione degli atti dalla Prefettura al Ministero e le motivazioni che hanno portato alla conclusione del processo così a ridosso delle scadenze elettorali. Un tema che, secondo l'esponente di Fratelli d’Italia, ha avuto significative ripercussioni sulla gestione istituzionale e amministrativa della città, oltre a condizionare direttamente la pianificazione della competizione elettorale e le attività politiche locali.
La deputata ha inoltre sollecitato il Ministro ad adottare possibili iniziative, anche di natura normativa, volte a stabilire tempi più certi per i procedimenti di scioglimento degli enti locali, soprattutto nei casi in cui siano già state indette consultazioni elettorali. Tali misure mirano a garantire maggiore certezza amministrativa e a tutelare il corretto svolgimento della partecipazione democratica nelle realtà locali.

