La Procura di Nocera Inferiore ha decretato la fine degli accertamenti giudiziari sul brutale omicidio della quarantaduenne, rinvenuta priva di vita all'interno della propria abitazione in via Trieste durante la primavera dello scorso anno come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'impianto accusatorio individua come unico responsabile l'ex compagno della donna, il cinquantaseienne Gerardo Sellitto, nei cui confronti pende anche l'accusa di furto aggravato per la sparizione dello smartphone della vittima. Esce definitivamente di scena, invece, un conoscente trentottenne inizialmente iscritto nel registro degli indagati.
A incastrare il presunto killer si aggiunge una fitta rete di riscontri tecnologici e scientifici: i tracciati del posizionamento Gps, i filmati stradali che mostrano la sua vettura parcheggiata a ridosso dell'immobile, l'analisi dei tabulati telefonici e i rilievi biologici eseguiti dal Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris). Sullo sfondo della vicenda resta l'enigma del movente.
Gli investigatori hanno setacciato diverse piste, dal ricatto economico al contesto della droga, senza però trovare riscontri oggettivi; l'ipotesi più accreditata rimane quella di un risentimento personale legato alla fine della relazione, i cui dettagli definitivi saranno vagliati nel corso del imminente dibattimento processuale.
L'impianto accusatorio individua come unico responsabile l'ex compagno della donna, il cinquantaseienne Gerardo Sellitto, nei cui confronti pende anche l'accusa di furto aggravato per la sparizione dello smartphone della vittima. Esce definitivamente di scena, invece, un conoscente trentottenne inizialmente iscritto nel registro degli indagati.
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La ricostruzione investigativa, affidata ai carabinieri, delinea un'azione fulminea e premeditata. L'uomo si sarebbe introdotto nell'appartamento nel cuore della notte utilizzando un mazzo di chiavi duplicato, cogliendo l'ex fidanzata di sorpresa e togliendole la vita per strangolamento tramite un sottile cordino. La disperata richiesta d'aiuto della vittima è stata intercettata e registrata dalla traccia audio di un sistema di videosorveglianza installato ai piani superiori dello stabile, costituendo una prova centrale per gli inquirenti.A incastrare il presunto killer si aggiunge una fitta rete di riscontri tecnologici e scientifici: i tracciati del posizionamento Gps, i filmati stradali che mostrano la sua vettura parcheggiata a ridosso dell'immobile, l'analisi dei tabulati telefonici e i rilievi biologici eseguiti dal Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris). Sullo sfondo della vicenda resta l'enigma del movente.
Gli investigatori hanno setacciato diverse piste, dal ricatto economico al contesto della droga, senza però trovare riscontri oggettivi; l'ipotesi più accreditata rimane quella di un risentimento personale legato alla fine della relazione, i cui dettagli definitivi saranno vagliati nel corso del imminente dibattimento processuale.

