Si apriranno tra pochi giorni le porte del tribunale per il dibattimento sull'agguato mortale costato la vita a Pasquale Nappo, il ragazzo di Scafati freddato a colpi di pistola a soli 18 anni come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali dei due imputati, il diciannovenne Giuseppe Esposito e il ventitreenne Antonio Abbruzzese, entrambi residenti a Torre Annunziata. Una decisione motivata dal peso delle accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia, che contesta le pesanti aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso, spingendo il procedimento verso il rito ordinario davanti alla Corte d'Assise di Napoli.
Il dramma si consumò in pochi istanti: dopo un primo passaggio di perlustrazione per identificare i bersagli, lo scooter dei due complici rimase momentaneamente bloccato da un'autovettura e dalla presenza dei ragazzi in mezzo alla carreggiata. Nel corso del concitato confronto, il passeggero del motoveicolo estrasse una pistola calibro 7,65 ed esplose due colpi letali che colpirono il diciottenne scafatese, uccidendolo all'istante.
Nonostante la difesa sostenga la tesi del colpo partito senza la reale volontà di uccidere e neghi fermamente l'appartenenza a contesti di criminalità organizzata, la Procura contesta le modalità plateali dell'esecuzione, avvenuta in pieno centro e a volto coperto, mentre i familiari della vittima si sono già costituiti parte civile per chiedere giustizia.
Il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali dei due imputati, il diciannovenne Giuseppe Esposito e il ventitreenne Antonio Abbruzzese, entrambi residenti a Torre Annunziata. Una decisione motivata dal peso delle accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia, che contesta le pesanti aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso, spingendo il procedimento verso il rito ordinario davanti alla Corte d'Assise di Napoli.
Scafati, omicidio del diciottenne Pasquale Nappo: respinto il rito abbreviato
La tragedia si consumò all'inizio del 2025 nei pressi di piazza Pace a Boscoreale, comune limitrofo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due indagati raggiunsero la zona a bordo di uno scooter con la targa camuffata da nastro adesivo, intenzionati a compiere una spedizione punitiva. Alla base del raid ci sarebbe stata una precedente aggressione subita da uno dei due imputati proprio in quella piazza, un episodio per il quale si cercava la vendetta contro il gruppo di giovani in cui si trovava anche la vittima, un ragazzo del tutto incensurato.Il dramma si consumò in pochi istanti: dopo un primo passaggio di perlustrazione per identificare i bersagli, lo scooter dei due complici rimase momentaneamente bloccato da un'autovettura e dalla presenza dei ragazzi in mezzo alla carreggiata. Nel corso del concitato confronto, il passeggero del motoveicolo estrasse una pistola calibro 7,65 ed esplose due colpi letali che colpirono il diciottenne scafatese, uccidendolo all'istante.
Nonostante la difesa sostenga la tesi del colpo partito senza la reale volontà di uccidere e neghi fermamente l'appartenenza a contesti di criminalità organizzata, la Procura contesta le modalità plateali dell'esecuzione, avvenuta in pieno centro e a volto coperto, mentre i familiari della vittima si sono già costituiti parte civile per chiedere giustizia.

