Un gesto di amore e solidarietà rovinato da un'amara scoperta: dopo aver donato gli
organi salvando la vita a sei persone, spariscono tra gli effetti personali restituiti al familiare della defunta
telefonino e
gioielli. Presentata denuncia ai carabinieri.
Dona gli organi, ma spariscono gioielli e telefonino
Il finale amaro riguarda la vicenda di
Olga, una donna russa di 42 anni originaria di un paese vicino Volgograd. La donna viveva, insieme ad una sua connazionale, a
Scafati dove lavorava in un
bar. La 42enne ha accusato un malore venerdì sera. Un'ambulanza del 118 l'accompagna all'ospedale di
Sarno dove le viene fatto il test rapido per il Covid-19. Poi viene trasferita a Nocera dove c'è un reparto di
neurochirurgia.
Gli esami mettono in evidenza un'
anomalia all'aorta cerebrale e una precedente
micro emorragia coagulatasi da sola ma che ha formato un grumo di sangue nel cervello. I medici la mettono al corrente della gravità della situazione e dei rischi che potrebbe correre con
l'intervento chirurgico. Ma anche della sua difficile vita futura in caso di sopravvivenza, un'esistenza che resterà segnata. La donna
firma l'assenso
all'operazione.
L'intervento
Olga entra in sala
operatoria ma l'intervento si complica per un
aneurisma. Viene portata in rianimazione ma è ormai in
coma. I medici pensano alla
donazione degli
organi. Attraverso l'amica viene contattato l'avvocato Giacumbi che negli anni precedenti si era occupata delle pratiche amministrative per il permesso di soggiorno di Olga in Italia. Viene rintracciata la
cugina che lavora a Modena, anche lei si chiama Olga. Si mette in viaggio, in auto ha la certificazione del consolato russo e delle autorità italiane per spostarsi dall'Emilia alla Campania. Nel frattempo il legale riesce a sentire la figlia della donna che vive in Russia. Grazie ad un interprete comprende che la situazione è
disperata. E decide di donare gli
organi della
madre, tutti quelli utilizzabili per un
trapianto secondo la discrezione dei medici.
Il prelievo
Entra in azione la commissione di accertamento di
morte cerebrale dell'Asl Salerno coordinata dal dottore Massimo Petrosino e formata dai dottori Gaetano Aprea, Vincenzo Stridacchio e Carmine Galdi. Nella notte tra domenica e lunedì iniziano le operazioni di
espianto. Sono stati prelevati il fegato, che è stato destinato in parte ad un ospedale di Roma e in parte ad un ospedale di Palermo, i polmoni, che sono andati in un ospedale di Roma, il cuore che sarà trapiantato in un ospedale napoletano, i due reni, andati uno a Napoli e uno a Salerno, e le cornee, custodite dalla banca degli occhi della Campania per essere successivamente trapiantate.
Il triste epilogo
Poi il triste epilogo. Negli
effetti personali mancano il
telefonino e gli
oggetti d'oro. «Purtroppo - ha detto l'avvocato Giacumbi - la figlia di Olga ancora non lo sa. Mi ha chiesto con insistenza il telefonino perché vuole vedere le
foto della
madre che non incontrava da un anno e mezzo. In quel cellulare ci sono frammenti di vita che rischiano di essere persi così come la vita di Olga».
I funerali
Questa mattina i
funerali con rito
ortodosso nell'obitorio dell'ospedale. Mentre a Scafati è iniziata una colletta per riportare in Russia le ceneri della donna.