Resta alta l’attenzione all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona dopo la registrazione di otto casi di scabbia che hanno coinvolto pazienti e operatori sanitari in tre distinti reparti del plesso di via San Leonardo. La direzione sanitaria ha attivato le misure previste dai protocolli epidemiologici, mentre prosegue il monitoraggio per intercettare eventuali ulteriori segnalazioni come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il primo episodio risalirebbe al ricovero di un paziente proveniente dall’ospedale Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, inizialmente trattato per problematiche cardiache presso il Dipartimento Torre Cuore. Successivamente alla degenza, il paziente avrebbe manifestato lesioni cutanee sospette, inducendo i sanitari a richiedere una consulenza dermatologica. L’approfondimento clinico ha portato alla diagnosi di scabbia e all’immediata attivazione della profilassi prevista.
Nel frattempo, tra il personale sanitario entrato in stretto contatto con il paziente, sono stati riscontrati cinque casi positivi tra operatori socio-sanitari del reparto di Cardiologia. Gli interessati sono stati posti in sorveglianza domiciliare con terapia specifica, secondo le linee guida vigenti. Attualmente, i pazienti positivi risultano isolati in tre reparti differenti.
La direzione aziendale ha notificato tempestivamente i casi alle autorità sanitarie competenti, disposto l’isolamento dei degenti coinvolti e avviato interventi straordinari di sanificazione profonda degli ambienti, delle superfici e degli arredi. L’attenzione resta alta anche in considerazione della presenza di focolai sul territorio, fenomeno che, secondo i sanitari, si verifica con maggiore frequenza in contesti caratterizzati da sovraffollamento.
Non si placano, tuttavia, le richieste di chiarimento. Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell’Udc, ha sollecitato un confronto urgente con la direzione sanitaria per fare piena luce sulle tempistiche degli interventi e sulle misure di tutela adottate per il personale. Al centro della richiesta, la necessità di garantire informazione puntuale, tracciabilità dei contatti e applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza.
Scabbia al Ruggi, otto casi tra pazienti e sanitari: reparti sotto sorveglianza
Secondo quanto riferito dal direttore medico di presidio, Antonella Maisto, i casi accertati non sarebbero collegati tra loro sotto il profilo epidemiologico. I pazienti interessati, infatti, sarebbero giunti in ospedale in momenti differenti e ricoverati in reparti diversi, senza contatti diretti tra loro. «Non c’è stata trasmissione interna tra i tre pazienti», viene precisato, sottolineando come la scabbia non sia una malattia infettiva in senso stretto ma un’infestazione cutanea provocata da un acaro, che si trasmette attraverso contatti ravvicinati e prolungati pelle a pelle.Il primo episodio risalirebbe al ricovero di un paziente proveniente dall’ospedale Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, inizialmente trattato per problematiche cardiache presso il Dipartimento Torre Cuore. Successivamente alla degenza, il paziente avrebbe manifestato lesioni cutanee sospette, inducendo i sanitari a richiedere una consulenza dermatologica. L’approfondimento clinico ha portato alla diagnosi di scabbia e all’immediata attivazione della profilassi prevista.
Nel frattempo, tra il personale sanitario entrato in stretto contatto con il paziente, sono stati riscontrati cinque casi positivi tra operatori socio-sanitari del reparto di Cardiologia. Gli interessati sono stati posti in sorveglianza domiciliare con terapia specifica, secondo le linee guida vigenti. Attualmente, i pazienti positivi risultano isolati in tre reparti differenti.
La direzione aziendale ha notificato tempestivamente i casi alle autorità sanitarie competenti, disposto l’isolamento dei degenti coinvolti e avviato interventi straordinari di sanificazione profonda degli ambienti, delle superfici e degli arredi. L’attenzione resta alta anche in considerazione della presenza di focolai sul territorio, fenomeno che, secondo i sanitari, si verifica con maggiore frequenza in contesti caratterizzati da sovraffollamento.
Non si placano, tuttavia, le richieste di chiarimento. Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell’Udc, ha sollecitato un confronto urgente con la direzione sanitaria per fare piena luce sulle tempistiche degli interventi e sulle misure di tutela adottate per il personale. Al centro della richiesta, la necessità di garantire informazione puntuale, tracciabilità dei contatti e applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza.

