Salerno si prepara ad accogliere a marzo una delegazione della Uefa per valutare la candidatura dello stadio Arechi e della città come una delle cinque sedi italiane per Euro 2032. Un passaggio cruciale che, secondo Salvatore Gagliano, ex consigliere regionale, imprenditore turistico e già consigliere della Figc, richiede più fatti concreti che annunci o promesse.
“Amici salernitani, vi consiglio di non illuderci – scrive Gagliano –. La mia è una considerazione realistica, dove la politica non c’entra. Chi opera per la crescita della città merita il mio plauso, ma a condizione che si dicano le verità vere”. L’imprenditore invita quindi a concentrare le energie sul ritorno della Salernitana nelle categorie che merita la città e la sua tifoseria, rimandando, invece, la prospettiva europea a tempi più maturi: “Per gli Europei è preferibile affidarsi ai figli dei nostri figli, sperando che almeno loro possano vedere una Salerno città europea e città turistica sotto ogni aspetto”.
Il messaggio di Gagliano evidenzia la distanza tra le ambizioni internazionali della città e le condizioni attuali di infrastrutture e servizi. La sua posizione riflette la necessità, agli occhi di molti, di dimostrare capacità organizzativa e concretezza prima di poter competere con standard europei. La prossima visita Uefa diventa così un banco di prova per valutare non solo la struttura dello stadio, ma la capacità di Salerno di gestire le infrastrutture e le risorse necessarie a ospitare un evento di portata continentale.
Salerno verso Euro 2032, Gagliano: “Serve concretezza"
In un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, Gagliano ha sottolineato le criticità che attualmente interessano la città: il Comune commissariato fino a fine maggio, i lavori fermi a causa di finanziamenti ancora teorici, un aeroporto in difficoltà tra voli soppressi e limitate nuove rotte, e una viabilità che definisce “zero”. L’unico intervento effettivamente realizzato, secondo l’ex consigliere, è la demolizione di metà scala della Curva dello stadio Arechi.“Amici salernitani, vi consiglio di non illuderci – scrive Gagliano –. La mia è una considerazione realistica, dove la politica non c’entra. Chi opera per la crescita della città merita il mio plauso, ma a condizione che si dicano le verità vere”. L’imprenditore invita quindi a concentrare le energie sul ritorno della Salernitana nelle categorie che merita la città e la sua tifoseria, rimandando, invece, la prospettiva europea a tempi più maturi: “Per gli Europei è preferibile affidarsi ai figli dei nostri figli, sperando che almeno loro possano vedere una Salerno città europea e città turistica sotto ogni aspetto”.
Il messaggio di Gagliano evidenzia la distanza tra le ambizioni internazionali della città e le condizioni attuali di infrastrutture e servizi. La sua posizione riflette la necessità, agli occhi di molti, di dimostrare capacità organizzativa e concretezza prima di poter competere con standard europei. La prossima visita Uefa diventa così un banco di prova per valutare non solo la struttura dello stadio, ma la capacità di Salerno di gestire le infrastrutture e le risorse necessarie a ospitare un evento di portata continentale.

